Il nostro cervello è pigro, non è una novità, almeno se facciamo un po’ di attenzione possiamo renderci conto di questa peculiarità comune, fra l’altro, col mondo animale. 

L’uomo però ha la fortuna di esercitare il ragionamento e non vivere d’istinto come il mondo animale. 

Questo ci permette di porci obiettivi, di lanciarci sfide più o meno complesse e lavorare per andarle a raggiungere mettendo in campo volontà, motivazione e passione. 

Nonostante ciò, se ci fate caso, lui, il cervello, continua ad esercitare la sua natura creando ogni volta delle barriere che fissano radici più o meno profonde sulla nostra strada. 

Non conta, almeno a me succede così, se nel nostro passato abbiamo fatto esperienze potenti, su terreni e condizioni disagiate anche estreme, lui appoggia le barriere che, in qualche modo, impattano dentro di noi, cercando di scardinare le nostre sicurezze e volontà. 

Un piccolo esempio, fresco fresco di fabbrica. 

Ieri 16 Aprile 2023 ho esordito con l’attività sportiva in mare, giusto per fare alcune prove in vista dello SwimRun di domenica prossima a Lignano Sabbiadoro. 

Ora, la prova non era legata alla condizione fisica, che è eccellente al momento, ma solo al provare le reazioni alle condizioni dell’acqua ancora fresca (13° dalle testimonianze di Alberto l’uomo che vivrebbe nel frigorifero). 

Lo avevo messo in preventivo qualche giorno prima ed confermato praticamente il giorno prima. 

E’ incredibile di come risulti immediata la reazione della mente che subito ha cominciato a creare pensieri su pensieri legati al freddo che avrei sentito in acqua: 

– 13° gradi sono pochi, patirai un gran freddo. Pensi di gareggiare la settimana prossima con quel freddo ? ma sei matto ?  ….. e via discorrendo.

La fabbrica delle ansie si mette in moto immediatamente, anzi ancora più veloce. 

E’ un bel mondo la nostra mente, lo dico sempre, neanche fossi uno di primo pelo voglio dire, un paio di esperienze le ho avute nella mia vita, una gara con acqua a 10° e con 5°nell’atmosfera della durata di 5 ore l’avevo fatta, conclusa, soffrendo ma senza morire voglio dire. 

Eppure la mente finge di non ricordarlo e si concentra nel presentare gli aspetti peggiori con l’obiettivo di farti rimanere in panciolle e/o distoglierti da vivere quell’esperienza emozionante.  

E’ importante sapere però che possiamo tranquillamente controbattere a ciò che ci presenta la signora mente. 

E’ sufficiente una semplice analisi nella quale vengano sviluppati elementi cardine come:

Analizzare il pericolo che corriamo e se lo corriamo veramente. 

Qual’era fondamentalmente il pericolo massimo che avrei corso nel fare una prova del genere ? 

Nessuno, se non prendere un po’ di freddo. 

Nuotavo sotto costa (molto sotto) quindi nel caso l’acqua risultasse inaffrontabile potevo comodamente mettermi in piedi andare a riva e correre riscaldandomi per tornare all’ovile. 

Annegare ?  alquanto improbabile con l’acqua bassa e la compagnia di Lisa che, all’occorrenza, mi avrebbe aiutato. 

La durata dell’impegno. 

– Quanto sarebbe durata la prova ? 

Poco, al massimo un oretta tra frazioni di corsa e le previste 2 frazioni da 500 metri o giù di lì. Una decina di minuti di acqua per un paio di volte intervallate da una corsa riscaldante .  

Un umano può resistere 10 minuti in condizioni di disagio, giusto ? 

Esperienze pregresse

– Era la mia prima volta,  era una novità ? 

Non era la mia prima volta, ero già a conoscenza degli effetti dell’acqua fredda sul corpo. Più di un esperienza al mio attivo con anche un esperienza abbastanza estrema a 10° per lungo tempo. Richiamare le sensazioni e riviverle soffermandosi sulle positività di quanto ero riuscito a portare a compimento è sempre un azione molto potente.  

Chi te lo fa fare.  

– Perché fai queste cose ? E’ una tua passione ? 

Certo, ciò che avrei fatto è parte della preparazione per affrontare una competizione nel mio sport preferito. 

Già queste piccole domande spianavano la strada alla prova, dandomi e dando in genere l’abbrivio per sorpassare le barriere mentali. 

Da cocciuta che è però la mente non si arrende e  anche la mattina seguente ripiazza le stesse barriere sul percorso, anche mentre sto correndo la prima frazione in vista dell’entrata in acqua. 

Ma in fondo queste ansie sono belle perché siamo in grado di vincerle, e questa è una grande consapevolezza che possiamo far nostra anche solamente grazie ad un self talk positivo. 

Nel caso accaduto ieri  percorro mentalmente le cose da fare, mi faccio una preview visiva del momento che vivrò di li a poco:

– arrivo di corsa in spiaggia, entro con i piedi in acqua, percepisco il fresco invadermi mentre posizione il  mio Garmin nella frazione nuoto, calo gli occhialini sugli occhi, inserisco il pull tra le cosce e mi tuffo iniziando a nuotare. 

poi adatto la preview alla situazione contestualizzandola alle condizioni del momento ovvero l’acqua del mare fredda, 

1) non aver fretta di fare le cose evitando shock al corpo; 

2) appoggiarmi in acqua , non tuffarmi, evitando di mettere la testa sotto;

3)  controllare il respiro mantenendolo rilassato e lungo affinché il freddo non mi schiacci la cassa toracica  trasformandolo in affannato.

4) ascoltare dove l’acqua fredda si percepisce maggiormente e spostando il pensiero “percezione” su altre parti del corpo. 

Il resto è un preciso lavoro di self talk positivo che necessità della capacità di variare il proprio punto di vista metaforicamente parlando spostare la nostra posizione rispetto a ciò che vogliamo compiere.  

E’ un  azione potentissima, che trasforma le problematiche che siamo abituati a portare in primo piano in opportunità capaci di farci star bene e donarci una ricompensa. 

Ricordiamoci che un opportunità ha sempre il grande pregio di spingerci avanti, al contrario della problematica che ci frena e che dove c’è una, esattamente nello sesso punto c’è anche l’altra. Se ci pensate, tutto ha due polarità nella vita. 

Così, entrando in acqua, sentendo il freddo invadere piedi, gambe, mani e pian piano avvolgere tutta la muta non ho pensato che quel freddo fosse un problema ma che avevo l’opportunità in mano di dimostrarmi  di essere capace e farlo mi avrebbe fatto sentire in qualche modo grande. 

Potrebbe sembrare strano ma è sufficiente un pensiero posizionato sulla parte positiva per attenuare la sensazione del freddo ed incentivare la voglia di fare qualche bracciata in più godendomi il disagio di quel nuoto. 

Le mie mani che afferrano la mia mente posizionandola nell’esatto punto in cui mi fa comodo per ottenere il mio obiettivo è una delle animazioni più forti che regalo alla mia immaginazione.

La consapevolezza di poterlo/saperlo fare da il via a tutto il resto perché cambiare le nostre convinzioni è l’arma che ci permette di cambiare noi stessi.

Fate una prova e ditemi cosa ne pensate nei commenti.  

Andrea Pelo di Giorgio 

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Assenza di Confini