Il concetto, almeno nella mia testa, mi racconta che uno sportivo, in quanto tale, in quanto a essere umano abituato a vivere il proprio corpo e ciò che lo circonda usufruendo (gratuitamente) di quanto madre natura è in grado di regalargli dovrebbe essere in grado di capire certi concetti/valori senza la necessità che qualcuno possa puntar loro il dito evidenziandoli.
Il gesto è spiacevolmente a senso unico, una mano che velocemente raggiunge la tasca posteriore estraendo una confezione di gel piuttosto che qualsiasi altra cosa concludendone la corsa con il gettare la confezione sulla strada o ancora peggio dentro a fossi/campi.
Continuo (ogni volta che mi trovo dentro ad una competizione) ad osservare incredulo a questo movimento senza ritorno, a numerose tasche che rimangono vuote a discapito di una natura che sempre di più fatica a respirare.
Continuo, ogni volta che mi azzardo ad evidenziare il comportamento all’atleta a ricevere le solite risposte:
– silenzio seguito da cambio di ritmo
– fatti i fatti tuoi
– non sarai anche tu uno di quegli esagitati naturalisti
Attraversarla, viverla, respirarla è un grande privilegio ….rendiamocene conto, svuotiamo le tasche quando arriviamo a casa, basta veramente poco.
La raccolta firme per il ritorno di Dusty è aperta e con essa la proposta sportiva di squalifica immediata dalla competizione per gli atleti che sorpresi a inquinare il mondo.
Domani Arriva Sempre
Andrea Pelo di Giorgio

