A metà marzo l’autore si trova ancora senza un obiettivo sportivo definito. Le idee non mancano, ma trasformarle in una scelta concreta è più complesso. Nel frattempo continua ad allenarsi con costanza. Oltre 100 km a settimana a ritmo tranquillo. Senza la pressione della velocità. Nel cassetto resta un sogno importante. Una linea blu sulla cartina d’Italia lunga circa 150 km. Un progetto affascinante ma rimandato al futuro. Il presente prende forma con una nuova curiosità. L’esperienza della Backyard Ultra. Un formato di gara lontano dal suo concetto di corsa ma ricco di fascino. Tra test, riflessioni e chilometri macinati nasce un periodo di esplorazione. L’obiettivo principale resta semplice e potente. Stare bene mentre si corre.

E intanto corro

Va a finire che è un altro anno in cui mi pongo delle domande.
Siamo ormai a metà marzo ed ancora di obiettivi sportivi certi neanche l’ombra.

Certo, ci sono idee, pensieri ed esposizioni che servono a “boostare” — come si dice oggi — e a capire quanto possano incidere nel mio intimo e trasformarsi in obiettivi davvero motivanti.

Ho fissato dei punti legati alla professione e agli eventi che organizzo e a quelli che sto prendendo in mano. L’evoluzione è in corso ed è molto stimolante. Tuttavia, sportivamente parlando, ancora non c’è un punto definito e fissato.

La lotta tra il facile ed emozionante immaginare e un fare sempre più complesso è in corso ed anche intensa. Ho partorito qualcosa, ho tracciato una linea blu capace di emozionarmi e farmi sognare sulla cartina dell’Italia, che ho però già parcheggiato nel cassetto “regalo per i 60 anni”.

Mentalmente mi sono concesso il tempo di viverla per sentire l’incredibile potenza che ha e la sublime sensazione ambientale che mi trasferisce… 150 km circa (spoiler) emozionantissimi, pieni di variabili che potrebbero trasformarla in qualcosa di veramente super impegnativo.

La lascio in quel cassetto con la speranza che la parte organizzativa e la mia fisicità riescano veramente a permettermi di regalarmi questa bellezza.

Ho pensato, per questo 2026, che potrei provare l’esperienza Backyard. Questo format podistico si trova fuori dal mio concetto di corsa ma, grazie all’organizzazione dell’evento Last Man Cervia, è venuto prepotentemente a bussare alla mia porta.

È una sfida ad alto stimolo, sicuramente molto impegnativa sia fisicamente che mentalmente. In primo luogo perché richiede di adattare un tipo di corsa che, sin dall’inizio, prevede un ritmo molto lento ed un gesto economico… “piantato” rende abbastanza l’idea.

Mi sto erudendo in materia. Faccio dei test dai quali non sono ancora riuscito a trarre quel plus che mi farà mollare gli ormeggi, per usare un termine marino, ma intanto faccio. Porto avanti anche la considerazione che, andando avanti nelle ultramaratone, il ritmo non si differenzia poi tanto e quando arrivi ai ristori a volte ti concedi anche delle pause lunghe. Potrebbe quindi essere una ridistribuzione del tutto un po’ più organizzata che, certamente, sbatte un po’ nella mia assenza di confini ma crea al contempo una sfida che potrebbe essere veramente saporita.

Probabilmente c’è qualcosa che mi sta indirizzando ad esplorare questa nuova esperienza e probabilmente il fatto che la pagina www.bigsbackyardultra.com è aperta ormai da mesi sul mio Mac, nella pagina del calendario mondiale, supporta questo mio pensiero.

Ad ogni modo intanto corro e da ormai un mesetto macino qualche km, oltre i 100 alla settimana, a ritmo tranquillo e a volte, forzandomi, molto lento, testando anche la formula ufficiale del circuito.

Mi godo le uscite, sono sincero, ed il ritmo veloce non è più un tarlo fisso nella mia mente, lasciandomi veramente libero e sereno.

Mi piace il fatto di essere tornato un po’ alle origini. Al momento il nuoto lo tengo solo come un allenamento rilassante, per sciogliermi un po’ e dare al fisico un massaggio acquatico che è sempre molto gustoso.

Non sto soffrendo questo calo attuale dell’attività natatoria. Anzi, devo dire che sto veramente bene. Sono serenamente leggero e aperto a scoprire cosa salterà fuori nel prossimo periodo, mettendo anche in conto che potrebbe uscire anche un niente.

Ma poco importa, perché in fondo il mio principale obiettivo è stare bene e devo dire che ci sto riuscendo.

Bravo Pelò.

Andrea Pelo di Giorgio 

Mental Coach, Speaker Motivazionale e Ultra Atleta