Un vaso rotto dal vento diventa l’occasione per riflettere sul valore delle cicatrici. L’autore sceglie di non buttarlo. Decide di ripararlo, accettando imperfezioni e segni visibili. Da questo gesto nasce il richiamo al Kintsugi. L’arte giapponese che ripara la ceramica con l’oro. Accanto al Kintsugi emerge il Wabi Sabi. Una filosofia che celebra bellezza, imperfezione e passaggio del tempo. Il vaso riparato diventa metafora della vita. Traumi, errori e ferite possono trasformarsi in forza e unicità. In un mondo che tende a standardizzare, l’invito è valorizzare ciò che siamo. Anche attraverso i nostri segni.

Il Vaso

Si è rotto !!! 

Vittima di una bufera di vento primaverile lo stiloso vaso affusolato si è ritrovato steso a terra con una fiancata squarciata e tre grossi cocci sparsi a terra. 

Non ho pensato di gettarlo, sebbene non sia un accumulatore seriale e sebbene non abbia un pollice verde e il “gestire” piante non sia la mia passione  ma, visto che non c’erano frantumazioni di ceramica, ho sentito dentro il piacere di sistemarlo andando oltre al mio essere pasticcione e poco avvezzo al fai da te/bricolage. 

Mi piaceva l’idea di salvarlo insomma di dargli un prosieguo di “vita” con le sue cicatrici, le stesse che rendono interessante e affascinante un essere umano, piuttosto che un qualsiasi essere vivente, raccontando una storia misteriosa e forse affascinante. 

E così armato un collante più o meno siliconico, lontano dalla perfezione stilistica e di risultato, ho ricomposto il vaso richiamando alla mente due filosofie giapponesi conosciute nel periodo di studi mentali partito nel 2017, il wabi sabi e il kintsugi. 

Il “Kintsugiè letteralmente riparare con l’oro, è una tecnica di restauro per riparare la ceramica divenuta una potente metafora filosofica e psicologica. 

Una riparazione con l’uso di una speciale lacca mescolata con polvere d’oro o argento bianco che la evidenzi rendendola parte integrante e preziosa dell’oggetto al posto di nasconderla; filosoficamente traducibile nella trasformazione dei nostri traumi/errori in punti di forza che esaltano la nostra unicità derivante proprio da ciò che abbiamo vissuto e che ci possano far rinascere dalle nostre difficoltà più belli e forti di prima. 

Il “Wabi Sabiè un concetto estetico e filosofico che celebra la bellezza imperfetta, impermanente e incompleta. 

L’accettazione del ciclo naturale di crescita e decadimento trovando serenità proprio in tutto questo, l’autenticità dello scorrere del tempo e nella consapevolezza che proprio in questo scorrere possano accadere eventi che “rompano”/trasformino il nostro essere.

La bellezza che emerge col passare del tempo e dei suoi accadimenti trasformano questa teoria in stile di vita che possiamo abbracciare e fare nostra.

Ora, non so voi, ma io mi incanto sempre leggendo/pensando queste filosofie e lo faccio in relazione a quella che è la nostra vita sempre più frenetica nella quale tendiamo ad eccedere facendoci inghiottire da vortici pericolosi. 

La volontà di migliorare è sacrosanta e necessaria per vivere bene, per garantire a noi ricompense, per alimentare la motivazione ma spesso dimentichiamo la base, noi stessi, la nostra unicità intraprendendo percorsi affannati in cui seguiamo ciecamente dei diktat senza porci domande sui modelli/percorsi intrapresi che tante volte sono lontano da  noi e che tendono a trasformare tutti allo stesso modo …..standardizzare. 

È come cancellare la cicatrice che ci racconta e racconta la nostra esperienza  di vita, come togliere le rughe di espressione, usufruire delle tecniche estetiche per cancellare il passare del tempo cancellando noi stessi ed attivando la trasformazione in un modello “venduto” in grandi numeri.

Esaltare noi stessi, 

valorizzare, ciò che siamo

per stare meglio con noi stessi, con gli altri, in un equilibrio che ci guidi per mano verso un’evoluzione ed un miglioramento (se cercato/voluto)  accompagnandoci lungo il passare del tempo. 

Ps: per inciso, il riparare e non sostituire è anche un gesto importante per la salvaguardia ambientale.

Andrea Pelo di Giorgio 

Mental Coach, Speaker Motivazionale e Ultra Atleta