inizia neanche nei migliore dei modi
con la sorpresa.
bracci di traino ….. è il gelo assoluto.
dell’immaginazione, colorando con gli occhi una cartina geografica sapientemente
aperta sullo schermo del pc.
località turistiche.
…….le mie gambe.
hai già sperimentato.
non con me stesso fra l’altro disposto anche a ragionare obiettivamente.
telaistica Federiconi Moto di Castiglione di Cervia modificando la slitta
(fornita dal Guru Eris Zama) che già avevo usato in Minnesota (2010).
rigido per il traino su strada e sistema
di variazione con ganci mobili (ad anello + moschettone) nel caso di neve alta.
fa d’inverno “d’estate san fare tutti”
ho sempre detto ironizzando.
trainarsi dietro in tutto il viaggio.
il lento scorrere del tempo … l’assenza di confini.
con un nome a doppia valenza, unire
idealmente l’avventura con Lisa, la mia ragazza (il carretto è maschile) e
descrivere la condizione strutturale del carretto effettivamente un po’ liso
dopo tante avventure.
con la difficoltà oggettiva di “imporre” 3 settimane di stop ad una relazione
appena partita e capace di regalarmi serenità; i bimbi (bulldog inglesi) come
al solito ….peccato non potergli spiegare che tornerò , che non li stò
abbandonando. Due strapazzate, due biscotti e due coccole prima di partire con la serenità che saranno
comunque nel loro ambiente e che ci saranno Arianna , Lisa e amicizie che si
faranno carico di garantirgli il continuo di qualche vizio.
(un po’ come tornare sedicenne) , il fallimento dell’operazione Gagliardetto
nel Comune di Cervia , il saluto ad Arianna e la strada per il viaggio
“variabilante” è presa.
Le qualità del viaggio strutturato dall’amico, ufficio
stampa e uomo dalle mille qualità organizzative risultano essere leggermente
naif.
Spostare dalle 13,00 circa alle 13,40 l’orario senza colpo ferire
Dilatare il classico quarto d’ora d’attesa al
Bar Copernico di Forlì triplicandolo come per magia
Dimenticare il giubotto ad alta visibilità,
essenziale per la mia sicurezza, nella Scenic lasciata al Surfing Shop (cambio del furgone ufficiale)
Scegliere il percorso non autostradale (fino a
Padova) dopo la partenza delle quasi 16,00 da Milano Marittima cannandolo
Recuperare ben 15 minuti sul Tom Tom obbligando l’intero equipaggio ad assumere
una posizione aerodinamica
Alle 21.45 l’arrivo
ufficiale a Malborghetto Valbruna dove la Sig.a Cecilia ci attende all’Hotel
Baita
non saranno divulgati per assenza di firma sulla liberatoria.
quando il giorno , il giorno di “….io”, non inizia nel migliore dei
modi.
(prima di far colazione), non trovo più le due parti dei bracci di traino che
si fissano a Liso.
visivamente le immagini della preparazione materiale e “mise in camion” .
quattro proprio per evitare di dimenticarle ……. Lo vedo nella mente.
appare sul mio viso risvegliando la curiosità di Fabrizio che non drammatizza
Trovo un fabbro e li faccio rifare, mi piace
quando ci sono dei problemi da risolvere.
irrimediabilmente andata a puttane (si dice).
macchina del caffè, mangio alla boia di
un Giuda, perdo telefono, guanti per circa 10 minuti e anche il portachiavi a
moschettone regalatomi da Lisa ( tutt’ora
uccel di bosco).
in tutto il tragitto che ci separa da Tarvisio.
l’idea che non si riesca a reperire un fabbro, o che esso non abbia il tempo/voglia
mi terrorizza.
punto cardine lasciando a casa i bracci ?
Renato Carlantoni …..minchia Pelo , minchia.
anche se ancora non riesco a sentirla completamente, …. I bracci continuano ad inquinarmi la mente
….. spiego il fatto anche agli amici Alessio e Antonio (i pedalonieri) in attesa al Bar del Centro dalle 6.45 circa.
mentre Fabrizio si esibisce in un servizio fotografico con l’assenza di memory card, ufficializza a tutti
gli effetti il via di “….io” che parte, come da piano d’emergenza, nella
modalità leggera.
misteriosi per un certo verso nonostante la conoscenza di me stesso maturata in
anni di esperienza. Le reazioni del fisico, la caparbietà nel raggiungere un
obiettivo , la mente, una materia ormai conosciuta ma mai da prendere sotto gamba
specialmente nelle avventure sulla lunga durata nelle quali il diavolo è sempre
pronto a metterci la coda.
attività per seguirmi trovarmi gli alberghi , verificare strade , passi ,
pericoli ecc. ecc. ma una solitudine “fisica” che diventa estremamente impegnativa in
presenza di difficoltà che hanno la potenza di stimolare
mente e creatività col fine di trovare soluzioni capaci di farti star bene.
una confezione diversa in grado di regalarti qualcosa di nuovo, impensato.
emozionante con Amref al mio fianco, capace di farmi sentire quel bene al cuore
che si prova ad essere generosi nei confronti di chi è meno fortunato di noi.
Partito ufficialmente alle
8,00 trotterellando con uno zaino in spalla, due amici a fianco e l’auto
della polizia municipale a farci da
scorta è divenuto però il vero “….io” dopo 22 km circa quando mi è stato
consegnato, da Fabrizio e Lory, il fido
compagno Liso capace di mettere a posto la mia mente assetata di rispetto dei programmi annunciati.
mio blog http://andreapelodigiorgio.blogspot.it/p/io.html
. Grammatica e forma probabilmente non saranno delle migliori ma rileggere
correggere …e anche capire, risultava abbastanza difficile vista la stanchezza (
chi si accontenta gode).
forse neanche tanto in ordine magari raggruppate in argomenti che inizia, come
ogni memoria avventuriera che si rispetti, con un grazie ai preziosi patners che hanno creduto
in me supportandomi in questa sfida :
supporto energetico durante lo sforzo ma soprattutto nel recupero ed integrazione delle sostanze
perse nello sforzo
per avermi disteso, rilassato, insegnandomi che ogni tanto
non è importante “fare, tanto resisto al dolore” ma “fare un po’ di meno sentendo e rilassando il
proprio corpo”
Moreno Motor Company, Terme di Cervia, Surfing Shop, Inbici, Capo Nord fino alle Pompe Funebri De Gianni del
mio amico Marco al quale sarcasticamente avevo chiesto di accompagnarmi nel lungo viaggio J .
Un grazie al Comune di Cervia per il patrocinio
a Max per lo
splendido logo di “….io” a Dario Daddo Nardone

FabrizioCutela
colui che ha
stralavorato dietro alle quinte togliendo alla mia mente pensieri organizzativi
impegnativi pesanti permettendomi sfruttare tutte le energie per il
raggiungimento dell’obiettivo.
per la considerazione ed il premio
assegnatomi agli oscar del Triathlon e
stragrazie a
avventura e nel seguito, autori di gesti che hanno fatto la differenza.
2013 : era già una grande emozione.
volutamente leggero
profondità per non creare un terreno fertile
metteranno radici profonde da divenire una forza contraria alla
splendida emozione che già sto vivendo .
momento (è scritto da qualche
parte)
?
rischi ….un pensiero leggero, mi sfiora, incute timore ma …
sulla neve
montagne
usciranno dalla bocca
un minuto e quanto, in realtà, giorno dopo giorno ci lasciamo sfuggire dalle
dita attendendo un week end che il più
delle volte non lascerà che leggere tracce dissolubili
i miei confini mentali cercando di aprire altre finestre per poter osservare
nuove barriere crollare
costanza ,
…… attimi
timore ,
Alessio e Antonio (non so chi sia il capitano), i pedalonieri
dell’adriatico, sono due “suonati “ noti per la loro passione di attraversare
il nostro mare a bordo di un pedalone.
l’occasione di contattarli quest’estate approfittando del loro passaggio dalle
spiagge cervesi.
ed un accordo per una pedalonata/nuotata fianco a fianco ha contribuito alla crescita dell’amicizia
nella più completa stima reciproca.
45 minuti di corsa praticamente fino all’uscita del comune di Tarvisio momento
in cui sono stato abbandonato anche dalla scorta della polizia urbana.
amici sono rimasti sempre in contatto con Fabrizio svolgendo un lavoro di
consiglio e suggerimento molto importante.
per arrivare alla meta di Tolmezzo …..la prima tappa.
le direttive deduco, in collaborazione
col fido Garmin 910, che la meta dista 10 km . I cartelli stradali ne
danno 12, che tali rimangono per un altro km almeno
prima di divenire di colpo 9, dove sostano per un pezzo prima di divenire 6 e
ritornare 7 dopo un altro km . E’ sempre
bello poter contare su di un sistema chilometrico fatto alla cazzo , è un
giocare a schiantarsi le ossa anche se
ormai ho imparato ad attutire certi colpi.
e mentre cominciano a cadere le prime gocce faccio la mia entrata a Tolmezzo.
di cercare una volta arrivato in centro.
ordinato, ben illuminato dove ad una
precisa richiesta di informazioni non è detto che ci sia un altrettanto decisa
risposta.
Si certo , ….. le indico la strada più lunga, solo 500 metri in più, se non le
dispiace
Veramente ……. Sa comè ….
Si ma faccio prima a spiegarla …..dunque
vada in fondo a questa strada , c’è una
rotonda gira a sx
barba capelli e occhi tutti insieme, guarda curioso e…. :
Scusa ti
posso chiedere cosa stai facendo, dove stai andando ?
Certo , sento le indicazioni per raggiungere
l’albergo e ti dico tutto.
Lo accompagno io
Grazie.
spiegazione, avviandomi con il ragazzo
mentre soddisfo tutte le sue curiosità.
chiede info su come seguirmi, contattarmi
….. si ferma e :
Grazie,
io vado a casa sono arrivato. Grande, buona continuazione.
Grazie a te,
mi dici dove vado per l’hotel ?
Ah , non lo so mica
strada:
Quando arriva in fondo a questa via trova alla sua destra il cons… agrario , prosegue un po’ e gira
braccio una curva a lungo raggio a dx
Poi vede la Spar e subito dopo c’è l’hotel
Dopo il consorzio agrario giro a dx allora
no dopo il cons agrario curva
la curva ad ampio raggio a dx.
mentre le spiegazioni del signore ballano nella mia mente soffermandosi sul
gesto della curva innominabile.
spazzolino e sono a posto) e l’Hotel La Rosa.
signorina che mi spiega subito come funziona.
Siccome domani chiudo non c’è la cena (ci sono comunque pizzerie in
centro e se vuole le presto la bicicletta),
non c’è la colazione domattina e non ci sarò neanche io quindi lei
lasci le chiavi sul banco del bureau e si tiri dietro la porta
posteriore.
strano ma in fondo l’importante è avere
il posto da dormire e stare tranquillo.
velocemente verso il centro, il tempo per l’attività
del blog è molto importante , il diario di “….io” deve fornire la possibilità a chi mi segue di
sapere oltre che donarmi il piacere di
trasmettere e giocare con le parole.
bicicletta.
La bici è li, il centro è a 500 metri , le
chiavi prendile su perchè quando torni
non ci sono, mi passa a prendere il mio ragazzo alle 21.30 e poi
l’hotel è chiuso ….entra da dietro da dove uscirai domani.
un furbo che mi passa davanti schivandomi facendo finta di niente.
questo tipo di maleducazione mi fa girare le palle, così torno indietro lo
afferro l’uomo per un braccio e :
Scusa ma ti ho chiesto un informazione
Ah ,
Vorrei mangiare un piatto di pasta, …una
pizza mi puoi dire dov’è un ristorante
qui nei dintorni?
Non lo so
Ma come non lo sai …. Non sai se c’è una
pizzeria ?
Fai la curva
sotto i portici 30 metri
sportivo ed emozionale in grado di regalarmi tantissimo.
dell’Italia, ero stanco ma non ammazzato , avevo di fronte le mie 5/6 ore di
riposo e cominciavo a mettere in pratica i meccanismi che mi avrebbero
accompagnato per almeno 3 settimane forse più ….previste.
sin da subito un ritardo condizionato dal servizio colazioni nella maggioranza
degli alberghi e soprattutto da una difficoltà mia nel seguire gli ordini di
una sveglia che strimpellava troppo presto
considerando che prima dell’1/1,30 non spegnevo mai la luce (aggiornamento
blog) e, almeno per i primi 3 – 4 giorni,
non riuscivo a dormire sereno forse a causa del continuo cambio di letto
.
regalandomi pian piano sonni pesanti e filati mantenendo però le difficoltà mattiniere
di uscita dal letto.
caratteristiche del percorso, meteo, che
di conformazione paesaggistica,
richiedevano (chiaramente) sforzi fisici e mentali diversi che mi accompagnavano
consegnandomi alla sera a volte pimpante a volte col desiderio estremo di
raggiungere l’hotel per godermi una doccia calda facendomi transitare fino al
domani.
Tolmezzo – Nuoitas mi regalano
una grande allegria ed enfasi forse per i paesaggio che assume sembianze più
montane con il ritorno della neve, forse perché
racchiudono in se dei fatti che ti fanno sorridere, sentire un minimo
“noto” come al bar “La Gioconda” di Villa Santina.
quotidiano (messaggero di Udine) nel quale un articolo, corredato da foto,
parla di me.
i clienti del bar che nel giro breve vengono informati dalla signora entusiasta.
uno dei pochi giorni in cui ascolto le “mie” canzoni (ormai stantie)
nell’MP3 che canto a voce alta
(probabilmente spaventando qualcuno) incurante del mio non savoir faire ……….è uno spatacco, una gran sensazione di
libertà.
avviene quando, una volta calata la sera decido di seguire
un’indicazione bar che mi porta ad
abbandonare la strada maestra.
di errore percorso; rientro.
da sci , visto che lui mi attanaglia alle
dita.
stessa cosa con i ganci della rete aprendo la borsa per la ricerca. Operazione conclusa, appoggio i guanti li sopra (scemo)
e riaggancio i bracci rigidi di
Liso alla cintura.
guanti leggeri termici.
ora mi metto le muffole …….
legato, i bracci sono rigidi ……… …la furbizia .
completamente e se qualsiasi pressione
su di esse mi facesse un male cane.
minuti grazie alla calma imposta ………
l’operazione va in porto.
dell’episodio li ha avuti il bar
successivo , a Forni, nel quale ho ristabilito la temperatura a
forza di bevande calde.
Prenda a dx al bivio dopo Forni di sopra, passo Maurie, fa qualche km e sulla sx noterà un incrocio ben illuminato
. Scenda a sx, 500 metri ed arriva a Nuovitas
….li trova l’albergo omonimo.
vedano da dietro , mantengo spente
quelle davanti spingendomi nella notte alla luce della luna.
Libera di poter correre nel oscurità di quella magica notte in un posto così
disperso …… una magia.
perché nessun incrocio illuminato è passato davanti ai miei occhi , solo
qualche piazzola scura e ricolma di neve.
non si intravvede niente.
…….proprio da dove venivo io
albergo) che confermo due minuti dopo a Fabrizio accortosi dell’errore
osservando il live tracker (fantastico,
è come l’occhio del grande fratello)
prima fino a trovarmi circa 300 metri
dopo la deviazione.
può non vederlo” e un po’ di immaginazione riesco a trovare (invisibile) il
fantomatico sentiero che in 500 metri mi porta all’hotel Nuoitas dal quale era già partita la pattuglia di
ricerca disperso grandi.
to Misurina…..minchia cazzo
volto dalle sembianze proprio umanissime quando arrivo al bivio che porta a Misurina.
garantire, a conclusione di una tappa molto dura fin dalla mattina con il valico del passo
Maurie avvenuto sotto un abbondante
nevicata trasformatasi in pioggia nel corso della discesa.
fine discesa, non era stata delle migliori
Un classico circolo gestito da un signore anziano con una stufa soffiante aria fredda sulla quale
avevo appoggiato i guanti ad asciugare, un toast di colore “ mi scusi mi è scappato”
ed un cappuccino fatto col criterio “ustiono
il latte per fare la schiuma” …..minchia che culo.
mezzogiorno pappata ad Auronzo di Cadore, molto buona avvolta dalla gentilezza di un locale (nel quale ero
rimasto solo) in cui nessuno ha detto niente del mio vestirmi e svestirmi a piacimento , proprio come se fossi in una
tranquilla camera d’albergo con la sola
differenza del passaggio silenzioso della cameriera ogni due x due.
di strutture intermedie nelle quali potersi concedere un attimo di riposo prima
del paese di arrivo.
con la collaborazione di Luca dell’hotel Nuoitas – google maps) avevo deciso di
farla preferendola ad un’ alternativa più semplice.
i pochi alberghi/bar erano effettivamente chiusi così una volta iniziata la
salita verso Misurina mentre il paesaggio assumeva fattezze sempre più
montane proponendo panorami e creste
veramente da favola (le tre cime di Lavaredo) mi rendevo conto che la patata
cominciava a diventare bollente e che tutta quella “bollentezza” non scioglieva
neanche un grammo di neve ….anzi, di pari in passo con l’aumentare della quota
vi era un proporzionale ….anche di più …. aumento del manto bianco che di li a
poco diventò padrone effettivo di tutto ciò che mi circondava.
quell’ambiente montano ricoperto di candido biancor assumesse nel giro
di poco fattezze quasi irreali.
anche il giorno che stava lentamente lasciando spazio alle tenebre, aumentava chiaramente la stanchezza ed il
pensiero di non trovare niente di aperto
costringeva la mia mente ad un lavoro più importante.
provvidenza che in questo caso arrivò proprio dall’ambiente clericale, nei
panni del Sig. Lorenzo.
abbassando il finestrino, il sig. Lorenzo (che conoscerò poi) mi chiede se può
farmi una domanda.
Certo
Ma lei è il signore che sta attraversando l’arco
alpino ?
Sono quello . Dico sorridendo
Sono il direttore della Villa Gregoriana ( 500
metri avanti) , ho letto di lei sul giornale stamattina, complimenti per
l’impresa …… saremmo lieti di poterla ospitare nella struttura.
questione di km, dovevo raggiungere
Misurina (dove avevo già l’hotel riservato) ma che sarei stato lieto di fare
una pausa ristoratrice.
D’accordo su tutto mi indica la strada, probabilmente un po’
più lunga dei 500 metri suggeriti, accogliendomi con gentilezza nella immensa
villa Gregoriana di proprietà della Diocesi ospitante gruppi di vacanza di
disabili e tanta altra gente facendo buone azioni + una ,in quel giorno , ……
”….io”.
terreno della villa , solito
rifocillo nella sala piena di persone in
attesa della cena
mentre fuori dalle
mura buio e freddo si rinforzavano
sensibilmente.
Mancano solo 6,5 km al bivio, molto impegnativi a dire il vero , mi rammentano. 700 metri di
dislivello .
“Minchia” , penso partendo con tutta la volontà di finire
ed una condizione ancora buona.
con forza sia con le gambe che spalle/braccia attraverso il prezioso aiuto dei
bastoncini.
divenire interminabili.
situazione ci si mette anche Fabrizio (non per colpa sua) sentito pochi minuti prima per la conferma del paese d’arrivo.
che devi arrivare entro le 9,00 se no …..ciccia
il ghiaccio ricopre la strada facendomi faticare a trovare il grip con
le scarpe,il ritmo rallenta a tal punto che il crono arriva a segnare 14’ 56”
interminabili per un km. L’impegno è estremo
devo andare più forte possibile per non
arrivare fuori tempo e trovare l’albergo sbarrato.
le orecchie.
Ma che cavolo vuole dire , “se non arriva entro
le 21,00 chiudiamo” ? Da quando in qua
gli alberghi chiudono ….. (a parte quello di Tolmezzo) , fosse stato mezzanotte
.. dico io .. ed inoltre sai che una
persona sta arrivando ……. ma stracavoli, aspettalo!!!
finisce questo muro. Se è vero che
stamattina sotto ai piedi c’era dell’altra roba ….passa anche questo.
fatica arrivo al bivio. Qualche dubbio sulla direzione , chiamo Fabrizio che mi
guida ricordandomi i pochi km ( 3 almeno
….altro che uno) più il Grand Hotel che in realtà non centra un fico secco con
la direzione dell’hotel Miralago.
destra un cartello direzionale, mezzo coperto di neve , in un angolo della
strada. Mancano 500 metri circa, è uno stradello innevato che passa davanti ad
una pizzeria, l ‘unica aperta mi sa.
attraverso curve viziose che non fanno altro che allungare la distanza.
Ad attendermi , credo siano le 8,30, un signore anziano molto gentile intento a guardare un programma
della De Filippi in Tv
dotato della più moderna tecnologia ma
poco importa, l’importante è riuscire a rilassarsi mangiare qualcosa e dormire
bene.
signore ( 70 enne circa) ; a registrazione eseguita mi consegna documento e
chiavi mentre io sto bello ritto carico come un somaro con la borsona in spalle,
lo zaino, telefono ecc. ecc.
portachiavi gigante dal peso di circa 3
/ 4 kg.
camera numero 12, secondo piano
Cazzo (mi scappa dentro) neanche al primo …oggi tutte le fatiche.
A quattro rampe effettuate entro nell’androne , la luce non si accende…pazienza …. corridoio
con ormai la spalla sx che urla, trovo la camera numero 12 e completamente al
buio provo ad infilare la chiave nella porta.
Vuoi che sia diventato così incantato ?
niente da fare, le borse ormai hanno un peso di 200 kg e mi scappa anche
la pipì, una di quelle che ti fanno stringere le gambe.
…..accendo la torcia del telefono e ……. La feritoia della chiave è orizzontale
.
Ma dove cavolo si è mai vista una feritoia
orizzontale !!!
Adesso vado di sotto e mi sente ….….. penso
nervosamente
è un ultimatum!!!
chiave in orizzontale et voilà , la porta si apre lasciando spazio ad
una visuale inattesa.
bidet posticcio sotto. Richiudo per un
attimo
È la prima volta che mi capita di entrare dal bagno….…che
stranezza.
le mani da steso (quasi quasi l’ipotesi entrata dal bagno era migliore); a
fianco una porta che porta (scusare la
ripetizione) al W.C e doccia.
serve per passare la serata.
temperatura max mentre tiro fuori il pc,
scarico foto e filmati dagli apparecchi trasferendoli sull hard disck e, mentre
il fido portatile esegue il suo lavoro, mi denudo apprestandomi a godermi la
meritata e calda doccia.
GHIACCIATA !!!
riesco a gestire l’idea di dover far la doccia fredda.
al getto della doccia cercando di carpire anche la minima variazione spremendo
tutta la speranza che ho in corpo.
ritorno.
abitua. Decido di farla evitando perdita
di tempo e conseguente chiusura della pizzeria vista l’assenza di vita nel
paese.
riportabili . Sono lavato, non perfettamente risciacquato ……ci penserà il
telo.
(d’altronde sono gentilissimi) comunico spiacevole fatto.
Come fredda ?
doveva lasciarla correre un po’
42 km ?
andato a casa, al massimo può darmi ciò che è rimasto .
rischio di trovare poi tutto chiuso.
creandomi un piatto enorme di affettati, formaggi, insalata, dolce, caffè, coca cola.
dei migliori.
anzi peggio e non scendo dal letto prima delle 7.45 .
che pochi hotel hanno) e nel frattempo
preparo tutto, io compreso.
l’acqua calda. …si vede che deve andare
così.
inquietante (parere personale) pelle di
daino/capriolo o similare aperta ed
appesa al muro
ripercorrendo i 4 km e qualche spiccio
fino al fatidico bivio e la seguente discesa verso Cortina.
Cortina
, il bar e il ciccione maleducato
divertano tenendo ritmi anche troppo veloci ma necessari dopo le fatiche
estreme fatte la sera precedente per raggiungere Misurina, mi portano a
Cortina ritenuto un passaggio
“obbligato” vista l’importanza della località turistica nel panorama alpino
Italiano.
visita turistica nelle vie del centro riservate solo al traffico pedonale cosa che mi vedeva comunque in regola anche
se trainavo Liso, il carretto.
avvolgendomi con una coperta molto gradevole (a volte anche troppo calda sulle
gambe) e per me è il momento di mettere qualcosa nello stomaco.
dopo esser transitato davanti a vetrine, attività dall’eleganza anche un po’ troppo per quello che sono io ma ….sono a Cortina dove il lusso è palpabile
nell’aria. Il mio bar è contraddistinto
da una grossa botte all’esterno che funge da tavolo con un paio di sgabelli ,
lo scelgo proprio per quello vista la
gradevole temperatura del sole che gli batte direttamente sopra.
locale per non intralciare l’entrata. Lo
lascio sulla parte opposta della strada proprio su una lingua di neve
ancora non sciolta, ben visibile sul manto bianco e non intralciante in nessuna
direzione.
ma soprattutto a guardare le olimpiadi invernali. In programma in quel momento
una manche di uno slalom non so se speciale o gigante nel quale gareggiava
qualche atleta italiana.
strudel che, susseguentemente, dopo aver pagato e creato un altro po’ di slargo
(l’omo ha da puzzà) consumerò nel tavolo esterno.
sbuca da un vialetto laterale, è in rotta di collisione con i bracci di Liso.
tipo color tartaruga con lenti uguali; avanza con passo addormentato dritto
dritto . L’impressione è quella di una
grande nave alla quale, una volta lanciata, è praticamente impossibile far
deviare drasticamente la traiettoria.
Liso.
fino a metà della carreggiata non intervenendo, “metterà il piede tra i due bracci” .
(sicuramente puzzolente) un braccio di Liso
che per la pressione fa una sorta di inchino.
a fianco dirigendosi al bar totalmente assente alla vita esterna.
l’afferro per un braccio:
Mi scusi , ma non ha visto che lì per terra c’è
un carretto a cui lei ha pestato il
braccio senza colpo ferire?
Scusi ?
È un isola pedonale questa,
Il fatto che è un isola pedonale le da diritto a
pestare coi suoi piedi quello che vuole ?
Non mi interessa , mi lasci andare.
…..ma
guarda te questo
della maleducazione cafoneria inseriti in un uomo di merda che si crede una
razza superiore.
verso il paese di Dobbiaco rimuginando ancora sull’accaduto e comunicandolo a
Lisa che mi spiega, ancora una volta, la strategia del “buco in fronte” .
salita che mi porta fuori paese, il
fermo a R che tiene fissato il braccio rigido al carretto si spezza a metà
liberando la parte sx.
senza anima viva apparente ……mente in movimento……. l ‘unica cosa da fare.
forse anche più ma pensando, girando ed osservando con gli occhi
attenti noto i ganci della rete ferma
carichi. Con le armi di cui dispongo , denti e forbici, tolgo la gomma
protettiva e riesco ad addrizzare la parte a S di uno . Lo spessore è giusto
per il foro, inserisco ed il gioco è fatto.
Passo CimaBanche anzi lo Chalet
sole mi bacia tranquillamente accompagnandomi all’ora di pranzo che avverrà alla
prima occasione utile dopo le 13,00 (più
o meno intorno al 25° km adattabile
di solito). La strada sale e lo stesso faccio anch’io andando di passo
tranquillo raccontandomi un po’ tutto quello che era successo fino al quel
momento.
parte , credo di aver visto bene, una pista da sci di fondo o arriva una pista
di sci alpino o forse è un tratto
percorso da chi fa sci alpinismo …… qualcosa che avesse a che fare con gli sci
comunque.
Decido di sostare, lo faccio ancor più volentieri dopo aver
chiesto ed ottenuto un giudizio molto positivo da una coppia in viaggio di
nozze già cliente dello chalet da anni.
mangiare e al cenno positivo della
ragazza mi siedo nell’unico tavolo libero al momento.
cosa voglio ordinare “ mi smonto un attimo e poi comunico”
nella sedia, tiro fuori tutti gli
armamentari per dare un po’ di vita al telefono ed aggiornare la mia situazione.
ammazzo una banana ed un buon caffè finale.
raccontando velocemente i chi,come,perché alla ragazza, a vari clienti del ristorante
poi , fino ad arrivare alla conoscenza e allo scambio di impressioni col padre
della signorina che mi ha accolto e servito.
spron battuto.
ecc. ecc.
panni di fotografo “faccio solo foto
perfette” immortalandomi con la figlia.
per il quintuplo ironman Varano LakeXtreme del 23 giugno…… altro che il signore di Cortina.
La pagina di Cortina si
chiude bene con la chiamata dell’omonima radio
(Simona la speaker) che dedica uno spazio ad “….io” con un intervista in
movimento di 10 minuti bissata poi nei giorni successivi quando mi trovo nei
pressi di Milano .
Folin
disponibile e verificabile da Fb/blog/twitter ecc. ecc. rispondo con
un ironica “rotonda di Zadina”
Subaru Forester bianca mi si affianca .
faccia in espressione “patacca”
sorridermi .
sosta di saluti ed abbracci, qualche domanda informativa prima di riprendere
salutandoci con sorriso sincero.
di Pusteria – stremato nell’hotel
simpatia
Parto quasi con dispiacere da Villabassa paese lungo (ci ho messo 3 km a trovare l’albergo)
in cui sono stato ospite dello splendido Hotel Adler
Gestito da una famiglia stupenda e con personale di alta
professionalità. Deliziosamente viziato e stracoccolato .
mi perdonerà perché non ricordo il nome) è un piccolo evento del mattino
comprensivo di foto davanti al complesso
Alberghiero.
protetto dal mio goretex totale Scott che mi tiene al riparo del vento e dell’acqua.
piedi , specialmente quelli che trainano un carretto, non possono passare.
in cazzate o per lo meno in quelle che ritengo tali , sistema questo , tira fuori quello ecc. ecc.
dalla statale e non prendere la galleria.
strada) contatto Fabrizio.
percorso, riparto tranquillo.
informazioni ad una gentile signora che incrocio all’imbocco del paesino.
C’è anche la ciclabile che arriva fino a Brunico, 100 metri avanti sulla sx
rendendomi curioso di scoprire il comportamento che terrà Liso su questo fondo così silenzioso.
indosso il goretex ai piedi ma le T2 Palani che però non resistono all’acqua …neanche
quella fredda.
di quota arrivando di buon passo alla pausa di metà mattina.
cappuccino con l’aggiunta di un espresso giusto per combattere l’ombra del
sonno derivante dall’ancora poco dormire che mi gira attorno.
montagne …… la prendo e devo dire che me la godo anche se
il problema dei piedi rimane.
con essa mentre gli occhi spaziano alla ricerca di particolari da fermare nella
bellezza di quegli scenari che persistentemente rimangono bagnati dalla
pioggia.
momento allontanando quasi anche il pensiero della metà di mezza tappa posta in
quel di Brunico.
ciclabile per Brunico a sx ma la sbarra è chiusa praticamente sepolta dalla neve. Seguo la
strada che continua dritto passando
dietro a qualche fattoria, fino a portarmi ad una casa dove finisce.
fare a posteriori per andare a riprendere la strada statale che vedo
a poco lontana dopo i campi.
presumo , dei titolari.
Brunico è vicino e che se non voglio tornare indietro l’unica
possibilità è oltrepassare il campeggio, andare oltre le reti di recinzione
(c’è un passaggio) attraversare il bosco e scendere una discesa corta ma molto
pericolosa per infilarsi, dritto dritto, nel sottopasso e sbucare a Brunico.
alla neve che rende Liso una slitta pur senza smontargli le ruote.
dalla mensa degli anziani, in quanto mensa non ristorante, mi accomodo in una
pizzeria del centro.
nelle comunicazioni con l’effetto degli occhi che mi chiedono di rimaner seduto
e lasciare che si chiudano al posto di riprendere il movimento.
rinfilandomi nella ciclabile che arriverà fino a Rio Pusteria luogo in cui
dormirò quella notte.
magia fatto sta che la larga ciclabile si trasforma in un sentiero che costeggia
il fiume pozzangherato, fangoso e innevato.
intero uscendo proprio dal sentiero nel suo giardino. E’ intento a lavare
l’auto.
avendo un bivio davanti.
Per Rio di Pusteria? ……… segua il sentiero e ci arriva direttamente.
Ma non vedi che ho un carretto dietro che pesa che
“Dio sa l’ostia? “ (detto locale non offensivo e comunque perdono). mi ritrovo
a pensare 500/600 metri dopo con la neve
a mezza gamba in una salita che mi sta portando verso non so quale monte.
testa “fa che non lo trovi” girando a sx
all’incrocio che porta al paese.
a me subito dopo l’incrocio successivo.
fatto che essa è distante dalla strada principale non pensando, in sostanza,
che essa attraversa la vallata senza passare praticamente da nessun paese.
da Brunico, sulla mia figura di omino che si muove. Tengo la testa ferma sul
concetto che la sera prima o poi arriverà conscio che non avrò l’occasione di
effettuare la pausa pomeridiana per non
avere un aggravio importante di km.
le luci della notte calano, i piedi acquisiscono l’effetto marcio diventando
completamente bianchi ……azzurro T2 più
precisamente, mollicci e pieni di
pieghe.
avvolgono il piede, l’acqua al collo
delle caviglie mi fa salire i brividi che comunque hanno un effetto positivo sul
sonno……………. Sparisce!!!
sbatte proprio sotto al naso, è gestito da persone di quelle che ti accolgono
cl sorriso di circostanza ma che in realtà sembrano scocciate dalla tua
presenza e forse lo sono davvero.
corrente del fatto che non erano assolutamente interessanti all’ospitalità ma “forse quando gli spieghi tutto
….sicuramente cambiano idea” .
L’importante è che arrivi presto perché se no il cuoco se ne va.
E’ la sera giusta ….penso.
col sorriso di circostanza, l’accento
spigolato mi accompagna alla camera (molto carina devo dire) lo informo della
mia esigenza di mangiare.
lei faccia la doccia adesso.
giro breve (20 minuti) .
il cuoco è cià usciten !!! ma può andare in pizzeria ….. attraversa la
piazza, nella via dopo la trova. Forse è meglio che metta un giubbotto .
Ma va a
fare in c..o dico mentre vado in
pizzeria.
Sono 32 €
mi dice il figlio al mattino.
la sensibilizzazione che portiamo avanti .
Sono 32 €
ripete
sorrido di circostanza
essere iniziato un periodo sfortunato per i rapporti informativi con i
passeggianti delle città/paesi.
chiedo informazioni incappo in signori tedeschi che guardandomi con occhi
strani riescono, allargando le braccia,
a dire solo “non capisco”
che sfiga.
chiaro se Italiana, Tedesca, Austriaca o Nipponacante chiamata Sud Tirolo”
….non so, non mi interessa neanche approfondire (non faccio di tutta
l’erba un fascio).
Bolzano , oltre la frana , ospite della famiglia Ferrari
sereno in direzione Bolzano.
gradevole sin dalle prime ore della mattina, quella meno buona è che mi sono
vestito come il giorno prima con i pantaloni felpati che mi porteranno, nel
giro breve, una friggitoria nelle gambe.
rischio, ne ho già avuto abbastanza ).
impegnative sia in salita che in discesa.
annunciato da una strombazzata feroce.
di una Bmw serie 1 con radio a palla, bassi vibranti e lame rotanti .
probabilmente l’uomo col carretto non può neanche calpestare il manto stradale.
verso l’alto condito da una faccia da
sboroncello che metà basta.
mattina.
la precisione e l’organizzazione del Sud Tirolo che però mi stupisce
percorrendo la statale che porta a Bolzano dove un cartello giallo informativo
segnala la chiusura della Statale per la città al km non ricordo ….altro , come dicono al banco salumi.
strade alternative per Bolzano ,
possibilità di deviazioni una volta passato quel cartello, niente …………..
per la precisione.
persone al di fuori di un capannone.
C’è la frana
ma forse a piedi la fanno passare …..magari dalla ciclabile……forse
Altre strade per Bolzano ? …….che mi risulti no.
segnalazione gialla percorrendo quella statale così tranquilla e poco
frequentata dalle auto.
fino all’incontro col ristorante.
ciclabile quando me lo trovo davanti, probabilmente ci stava ancora qualche km ma
l’incertezza creata dalla situazione frana mi consiglia di sostare.
sensazione di essere chiuso a tal punto che quasi decido di riprendere il viaggio.
l’impeto della fame ….. o la voglia di
riposarmi un attimo??? Appoggio la mano
nella porta , si apre scoprendo la figura di un anziana signora seduta nel bel
mezzo del ristorante deserto .
È aperto ? chiedo . Posso mangiare qualcosa?
A dire il vero
no …. o meglio chiudo da domani, se si accontenta di qualcosa di
semplice.
semplicissimo , pasta con l’olio e coca
cola.
in moto, mi apparecchia il tavolo con
tutte le sue cosine e, mentre l’acqua
arriva a bollitura mi spiega che chiuderà fino a quando non riapriranno la
strada.
Da quando
c’è la frana non passa più nessuno, cosa
devo stare aperta a fare? ….vuole anche
un insalatina ?
visto , quattro foglie di lattuga verdina chiara appoggiate su di un letto di piatto fondo che non fa invidia neanche alle
colleghe servite in alcuni ospedali.
l’olio.
Aprile (comunicazione ufficiale della signora) + un caffè.
conto da simpatica vecchierella si
trasforma sparandomi un 18,60 € che mi
suonano come un tantino eccessivi …forse l’olio …forse l’insalata …..o forse mi
ha leggermente sodomizzato .
ringraziando per l’azione esclusivamente teorica.
riprende una temperatura decente portandomi ad una crescita di condizione con
l’arrivare della sera.
informato con la Protezione Civile ottenendo un pass telefonico per il mio passaggio in zona frana.
Basta che faccia attenzione ai sassi che
rotolano giù dall’alto ……..rassicurante.
sera è stato risolto dalla disponibilità dall’amico Roberto Ferrari di Skinfit che oltre ad
ospitarmi a casa propria (Pineta Laives) mi viene anche a ritirare in quel di
un bar dove mi ero appoggiato (Bolzano)
Come al solito per ulteriori
conferme chiedo info lungo il corso, un
uomo mi dice “non capisco” mentre un altro mi dice “prenda l’autobus” , ….al terzo non
chiedo niente continuando ad avanzare mentre un elicottero continua a
stazionare a mezz’aria quasi a controllarmi.
Ho il permesso della protezione civile !!! comunico. Lui rimane lì portando a galla il
ricordo dell’esperienza al sentiero Numero 1 dell’Adamello quando l’elicottero scese recuperando due
cazzoni che rispondevano al nome di Giorgio
– Aldovini ….ma questa è un’altra
storia.
oltrepassando, spostando le barriere segnaletiche/intimidatorie facendo finta di niente …..per non saper ne
leggere ne scrivere corro in modo da
riuscire ad oltrepassare il tratto nel minor tempo possibile.
non intercettato da nessuno anche se ad un certo punto un numero sconosciuto
appare sul telefono.
Mi hanno scoperto ……mannaggia !!!
regione.
La attendo a Bolzano sulla pista ciclabile per
un video e relativa intervista se è
disponibile
DI SPO NI BI LISSIMO!!!
tempo gli comunico cosa sto vedendo in quel momento.
Ma c’è anche uno svincolo stradale?
Si
Ah ho
capito , è vicino ……mancheranno un paio
di km
chilometrico , con i miei conti della
serva ne mancavano 7/8 ….continuo a correre ancora con più verve e con un gran
sorriso (grande Fabrizio).
Effettivamente ho fatto un errore ……da dov’era
lei ne mancavano almeno 6. Dal casello
dell’autostrada che sta vedendo ne
mancheranno 1,5
ma sono differenze lunghe con i ritmi che tengo e Liso
al traino. Arrivo col sorriso e bello pimpante .
lavorino, video di corsa, intervista,
particolari sugli sponsor , Amref in primo piano ….. circa 15 minuti di
tempo.
Alle ore 8, qualcosa attendo Roberto Ferrari in un bar indicatomi da Rai-man.
principalmente per la genuinità e l’amicizia
dimostratami da tutta la famiglia Ferrari (Roberto, Barbara,Silvia e
Kiki Christian) ….Persone con la P maiuscola, altro che “non Capisco” …… in secondo luogo per la variazione sul tema
“solitario” che mi aveva accompagnato fin lì e lo avrebbe fatto …fin là.
dopo avermi fatto qualche domanda e stretto la mano hanno dormito insieme per
lasciarmi la disponibilità di un soffice lettone.
bicchiere di vino) e chiacchere a 360° per la chiusura di una bella giornata.
….fantastica. La sveglia è un attimo anticipata per permettere di portare i
bimbi a scuola e di rispettare degli impegni presi in precedenza da Roberto e
signora.
valanghe vengono fatte scelte alternative indicando come via maestra il passo
Palade che, a causa di ingoranza geografica, non avevo mai sentito dire ma che
a causa dei suoi 20 km imparerò presto.
passaggio fino alla città di Bolzano (dove ero stato raccattato). Vengo
depositato all’inizio di una ciclabile che porta fino a Merano che abbandonerò circa 6 km
prima entrando nel paese di Lana
nel quale effettuerò la sosta pranzo leggermente anticipata per riempire lo stomaco di carboidrati o
altro ….non so di preciso J
dalle soste anticipate visto che appena dopo 4 km avevo abbandonato la via
ciclabile per sostare in un bar in cerca dell’espresso non ancora bevuto.
Crollavo letteralmente dal sonno e la via presa mi stava rallentando sempre di
più togliendomi la testa dal ritmo che volevo tenere.
accompagnata da cappuccino , brioches e caffè mi aveva riportato nella strada giusta ed ora
marciavo sotto al sole ascoltando le canzoni del mio mp3 incagnendomi sull’ascolto
di “Ora” – jovanotti – accompagnandolo col mio maldestro canto.
battuta , dove dopo un impegnativo peregrinare trovo una pizzeria la sulla sx.
delle tovaglie ( ci sono delle patacche
grosse come medaglie …recitava Moser in
una pubblicità) .
comincia a chiedere informazioni prima di mettermi al corrente che:
perché fa l’illusionista ( mi mostra una foto di un ragazzo bianco dracula
che vola)
comincerà a salire e che dovrò essere concentrato, molto deciso per affrontare
quei lunghi 20 km che distano dal passo.
è come se avessi un numero di pettorale puntato.
tattica è spezzare in due la salita.
sostare al 7° o al 12° km. Deciderò strada facendo ascoltando la fatica. Via a testa bassa, come si dice in gergo,
anche se in realtà essa rimaneva bella alta mantenendo l’occhio libero di cercare ,
l’allegria dentro e il respiro profondo
della mente.
salire decisa ostentando sicurezza.
circostante in breve tempo mentre il candido silenzio viene interrotto dal mio
respiro cadenziato e dal cigolio, ormai caratteristico, di Liso.
risulti quasi sempre inferiore rispetto ai km mattinieri .
mi porterà a forzare per abbassare il record mondiale di km in salita con
traino di Liso a pieno carico.
da il massimo di ciò che ha in corpo.
talmente nel pieno della velocità che mi dispiace interromperla ….. accecato
dalla possibilità di abbassare ulteriormente il timing mondiale decido
estemporaneamente di sostare al 12° km.
successivi che anticipano l’esigenza di far rifornimento staccando un po’ la
spina rifocillandomi con qualcosa di
caldo.
quello delle conferme.
quella di sentirselo dire. La conferma
che ti dona la tranquillità di cui hai bisogno
…..”l’ha detto lui “
parcheggio, perpendicolare al senso di marcia, scorgo la figura di un uomo .
ed occhi nascosti da un classico berretto da uomo di una certa età si muove nei pressi di un
auto (presumo la sua).
davanti, pongo una semplice domanda:
Mi scusi , c’è un bar?
Non capisco !!!
direzione precisa per non rischiare di mettere in forno e bruciarle tutte mele
cotte che poi cosa servono che qui lo strudel non lo fate praticamente più ?”
capisco sia” , l’effetto è devastante …. Senza dargli modo di sfuggirmi mi
avvicino deciso alla sua figura e piazzandomi a pochi cm dal suo viso gli urlo
in faccia con decisione le 3 parole ben
scandite
C’è UN BAR????!!!!
Giri la curva,
ne trovi uno alla sua destra (da leggere con accento leggermente
intedeschito)
affrontando quella ultime centinaia di metri che mi dividono pausa
relax.
del bernese stazionante davanti alla
porta d’entrata.
fornitami dal barista, sbagliata anche
se semplice da ricordare (123456789) non mi permettono di contattare Fabrizio
nel giro breve.
ospita?
che il territorio può offrire soprattutto perché oltre a quella struttura non ne risultano
altre fino alla fine della discesa cosa che non sarebbe troppo salutare fare.
che mi fa già prendere informazioni per un eventuale e non gradito stop forzato
a quel 12° km .
vengo tranquillizzato ed “inviato” all’hotel Cervo in un paesino dal
nome di Madonna della Neve 4 km dopo al
passo Palade a dx della discesa.
ancora calare ( e lo farà) , solo il
tempo di riprendere il ritmo e torno a volare
forte anche del fatto che la seconda parte è più corta visto il mio stop
al 12° km.
La sommità arriva alla svelta mentre calano le luci della
notte donando quell’alone di magico . Corro la discesa con la voglia di entrare
in una camera accogliente e soprattutto andare sotto ad una doccia calda.
dovute al mio non tirar fuori la frontale mi fanno credere di saltare un
bivio che in realtà è poco più avanti.
poi ritornare ancora sui miei passi (quelli che avevo abbandonato) dopo aver
chiesto informazioni ad un automobilista .
Dx entrando in un paese
sommerso dalla
neve , bello caratteristico e vivo.
signore nei panni di ragazzi molto giovani. Ospitalità ai vertici, camere belle e curate, ottima doccia e fantastico
ristorante.
ed il letto è fantastico.
potere sul mio sonno pesante. le strade
, il paesaggio ricoperto di neve fresca mi racconteranno tutto la mattina
seguente coadiuvati da un freddo vento
sferzante.
I saluti per la generosità e
l’uomo col carretto riprende la sua corsa coprendo oltre 8 km di discesa che lo
accompagneranno a fondo valle proprio fino al paese “Fondo” che rimarrà famoso
nella mia mente per la generosità di Carlo, gestore dell’omonimo bar, oltre alla colazione
mi regalerà un cabaret del dolce tipico (delizioso strudel) condendolo con la
seguente frase :
Questa sarà la benzina per la tua giornata.
Arianna
è così che sono in quel tratto di strada statale che punta dritto verso
Milano.
traffico continuo e lo spettacolo paesaggistico assente.
Vaghetti, a Milano per lavoro e a quello
con Sergio Cavalera che mi avrebbe ospitato brancolavo nel buio.
Garmin, una volta scattato il 25° km
tutte le osterie erano buone per la pausa pranzo.
Di preciso non so dove sono con la testa, ne a cosa sto
pensando, so solo che dal niente, in un perfetto silenzio entra violentemente
nel mio raggio visivo una figura.
, la maglia scura, poi inquadro il viso.
si è impossessato di me ; osservo quel viso sorridente, un attimo molto lungo ,
potente.
non riuscivo a definire
sono in grado di capire cosa …..chi era , nel quale per un attimo ho
creduto che ….
tolto gli occhi da quel viso) mi ha presentato Arianna, apparsa dal nulla con
un sorriso magico capace di cancellare ogni rumore.
fantastico materiale conduttore capace di trasferire un sentimento così
profondo che probabilmente le parole non riuscirebbero a rendere.
gialla nel prezioso compito di accompagnatore.
ciglio della strada.
preziosa di tutto il pre Milano che però disattendiamo ordinando tre semplici
piatti di pasta al pomodoro anche per non appesantirci troppo ed alleggerire il
portafoglio.
così come facevamo da piccoli quando papà Paolo ci portava a correre
tutti insieme . La prima corsa insieme da adulti , Ariuccia che mi stacca
approfittando del mio parlare con Dario Daddo Nardone , stupendomi anche nel
suo correre che dura fino a Gorgonzola
quantificabile
compagni di viaggio
e Antonio
Ancora ? J
Alex
Copeta
Con Alex ci sentiamo tramite Facebook la sera in cui dormo a
Cussago .
anticipata. Lui abita proprio lì e mi avrebbe ospitato volentieri a casa
propria.
utilissima nell’arco di quella giornata uggiosa che mi avrebbe portato nel
bergamasco o li vicino.
dice lunga sulla sua sensibilità.
passo più allegro di quello che gli avevo “imposto”.
Giuseppe
Cialdini e famiglia
Sono appena uscito da Lecco prendendo la direzione Como
quando Giuseppe mi chiama
Non mi conosci ma ti sto seguendo su facebook, mi
farebbe piacere conoscerti insieme alla mia famiglia
colpisce sempre, dentro ad una strada a
4 corsie vietata agli scooter sotto i 250 cc ……figurati agli uomini a piedi.
battuta dalla bocca.
chiacchere conoscitive che avviene in un bel bar del piccolo paese successivo.
portato a termine la temutissima Spartathlon.
largo lasciando percepire tutta la sua fierezza di ultrarunner.
seguente a Cantù.
insieme percorrendo i primi 17 km che
scivolano letteralmente via
chiacchierando di tutto ciò che ci passa per la mente, riscaldati da un
bel sole, fino ad un bar pasticceria nel quale la colazione sancisce la parola
fine del tempo disponibile.
ho avuto modo di incontrarlo di persona e conoscerlo in occasione di un
mio precedente passaggio a Milano.
legato un ottimo rapporto percependone la genuinità.
potesse organizzare col lavoro ricavando un buco di tempo per correre insieme.
soprattutto della sua famiglia.
Sergio mi viene incontro nell’interland Milanese per farmi da guida
nell’attraversamento della capitale del nord , cosa complessa per uno a cui
capita di perdersi nei paesini e forse anche per lui visto che un attimo di fuori rotta lo
facciamo. Condividiamo una corsa che
durerà quasi 15 km con passaggio in piazza non ricordo quale per il saluto all’amico
Vaghetti in passaggio professionale a Milano
dove avrò la possibilità di conoscere la famiglia formata da due splendide
bimbe Emma e Linda ma non la moglie Simona
assente per lavoro.
lavatrice (compresa la macchina fotografica J ) cena a base
di spaghetti alla carbonara ottimo più polpettine di secondo , coca cola, dolce
e caffè oltre che preparazione divano
letto disponibilità di tutte le prese elettriche che avevo bisogno chiavi di
casa fornite per poter muovermi a Milano
con chiamata di taxy compresa per
il trasferimento a Radio Deeejay.
seguente con la moka di caffè già pronta
sul fornello preparata da Sergio prima di andare al lavoro .
arriva da ambo le parti ….ma non sono stato io ad essere ospitato? …… ed
indicazione di uscita da Milano che abbandono volentieri per ritornare a
respirare ed uscire dal casino .
Parto direttamente da casa Cavalera col taxy chiamato da Sergio,
direzione Radio Deejay.
air per me è sempre un grande piacere
poter entrare nello stabile di via Massena 2 .
positivo ed intelligentemente leggero.
avuto l’assenso.
nel più completo silenzio.
diversa nottetempo, molto tranquilla, poche facce, pochi incontri.
spaventando Marisa “ ho visto un losco figuro aggirarsi nel buio”.
e la Mari (i cicci) , anche loro suonati (nel senso buono della parola) anche
loro conosciuti tramite interazioni con la radio.
Massena) in silenzio chiacchierando
ogni qualvolta la protagonista è la musica o pubblicità.
piacere, ascolto la radio da dentro (è
bello faro) godendomi tutta la trasmissione fino alla fine della puntata quando
il Veec mi saluta come pubblico non pagante segnalando i 730 km già percorsi fino a quel momento.
di abbandonare lo stabile , lo apprezzo
molto.
taxy in arrivo dalla stazione 200 metri oltre l’incrocio insieme a Marisa.
E’ un sistema di prenotazione nuovo ci
spiega il taxy driver
ma non importa 20 metri di
condivisione ed inizia il gioco dell’uva (ognuno va a casa sua ….ricordi di
bimbo)
presta , mi rimetto in viaggio rispettando la tradizione.
avrei dovuto sostare fino al pomeriggio perdendo praticamente tutta la giornata.
del Triathlon, narra dell’uomo col
carretto che sta attraversando l’Italia,
“è di buona famiglia – se lo incontrate dategli una zuppa – ….nel
carretto porta l’anima” queste alcune
frasi di un magico intervento che, oltre a farmi sorridere, mi inorgogliosisce
facendomi affrontare la giornata col sorriso.
Stefania l’ultratleta di Lecco
Stefania al mio arrivo a Lecco.
per passione” ci era stata fatta
dal’Hotel Baita di Malborghetto Valbruna.
mente “stampa” di Fabrizio anche se ancora non vi era la certezza di un
passaggio nei paraggi.
paraggi è stato sufficiente spostare di poco la linea rossa sulla cartina e (a
volte è questione anche di fortuna) capitare proprio di dormire nel suo paese
di residenza.
B&B locale dopo una tappa discreta nel cui finale ho effettuato l’unico
errore vantaggioso rispetto al percorso disegnato da Fabrizio su Maps my Run.
proprie spese.
“pesare” su nessuno.
modi di vivere, vedere le proprie sfide e quelle altrui.
super triathlon in solitaria usando la propria MTB ma ….vietato spoiler are Andrea .
in bocca al lupo Stefania .
sinceramente senza dovermi parare il culo da ciò che andrò a raccontare.
non ricordo. Quel mattino sono partito
da Lecco, il meteo non è dei migliori ed ho già fatto anche una cappella
inserendomi chissà come in una strada a 4 corsie con spartitraffico.
Giuseppe e famiglia quando nell’attraversare il paese vengo sorpassato dalla
vettura dei carabinieri.
telefonico con Fabrizio per accordi sull’imminente (la sera stessa) serata dell’Oscar del Triathlon in programma a
Milano.
noto la vettura ferma sul ciglio della strada in concomitanza con un
piccolo piazzale.
aperto con agente lato guida che
sporge leggermente fuori,
controtempo e :
Mi fornisce i documenti per favore? Esclama sporgendosi ulteriormente
incredulito ….
Guardi , li ho dentro lo zaino dovrei smontare mezzo mondo le posso dare i
miei dati a voce ?
i carabinieri …… mi hanno fermato
con l’ufficio stampa per dedicarmi alla pattuglia protettrice della legge.
compresi quelli relativi a ciò che sto portando avanti cercando di
trasmettere sicurezza in modo da evitare controlli accurati che avrebbero
portato solo a perdite di tempo .
andrea
pelo di giorgio ….”….io” …..Amref …….cercatelo su internet e vi salta fuori
tutto.
controllo, d’altronde potevo essere un pericoloso corriere della droga.
La facciamo attendere un attimo , il tempo necessario per il controllo in
centrale
a far parte delle barzellette.
Tarvisio – Courmayeur ….…. ma fa tutta pianura ?
Quanto manca a como ?
mezz’ora!!!
penso che forse sia stata l’inusualità della situazione a farli parlare senza
pensare …… spero
la perquisizione della borsa (cosa che temevo) .
spesso sulla mia bocca
km
segue con gli occhi già da parecchie
ore.
col genio ferrovieri e non riesce a darmi assistenza. Stanco infreddolito arrivo a circa 5 km da
Salussola, ore 19 passate da poco,
chiamo un bed & breakfast dal
quale una voce di una signora un po’ avanti con gli anni mi conferma la
disponibilità della camera. 50 € con
prima colazione .
che stiamo portando avanti e preso dalla stanchezza confermo telefonicamente.
da l’indirizzo così arrivo direttamente?
Esegue senza dire niente,
imposto il satellitare ……..
mancano 11 km ……… “ma dimmelo xxxx che non sei a Salussola !!!
….. 5 km da Salussola (è un vizio J ) , il titolare dell’hotel mi viene incontro col
Fiorino e visto che è molto tardi
accetto di salire risparmiando alla fine un km di fuori rotta.
con il vapore acqueo e quando esco
mancano solo gli orsi polari. Il
termoconvettore getta aria fredda.
impostata e getta aria fredda per rinfrescare, la caldaia è a 19°.
in camera. L’aria esce calda ma
l’ambiente rimane freddo , preparo per inoltrarmi nel letto a scrivere quando
uno “STRONK” raggiunge le mie orecchie …… rumore di Liso.
fatica svicolando via tutto a destra.
.
(l’omissione di soccorso è penale)
l’ultima parte della “carlinga” di Liso
che risistemo (è in alluminio) agendo sulle lunghe leve.
Oleggio.
Hotel Paradiso Rodengo Saiano
Qui pagano tuttined
inoltre potete tranquillamente cercare posto in un altro Hotel , a noi la gente
come voi non piace.
Veloci
*Grande difficoltà nel trovare un Bar a Barengo
*Scusa
quanto manca a Cantù ? chiedo ad un
ragazzo che viaggia nel suo mondo con le cuffie nelle orecchie.
15 minuti !!!
*Dalla Citroen C4 appena incrociata scende una signora che mi urla
va a Santiago ?
forte da qualche minuto. Chiedo a degli indigeni dove posso trovare un
ristorante, una pizzeria …una trattoria
ma se va al bar qui di fronte mangia
meglio
seguiva giornalmente.
che lo attendono come appuntamento
fisso sin dai primi giorni .
spatacco
ospitalità in crescita – prezzo particolare, ristorante offerto, fino al bel gesto finale con cui il titolare mi offre due bottiglie di
vino, in confezione unica, che abbinano la città di Tarvisio a quella di
Oleggio ….. si scusa anche per avermi
dato un peso in eccesso. Bella gente !!!
*Folgarida ….. il giubotto :
dico solo minchia.
talmente fredda che indosso il piumino 100 grammi Scott.
poi vero , era la salita che pendeva
decisa) a tal punto che decido per una sosta anticipata a Folgarida (7 km).
avviso, emana saffismo da tutti i pori mi appella “gran fusto”
dall’intenzione di inserire il 100 grammi nello zaino.
le chiacchere.
*Se a Madonna di Coniglio non mi cagano vado
oltre . questo avevo dichiarato.
la riunione degli anziani che commentano i lavori comunicano che per poter organizzare
qualcosa serve una comunicazione
preventiva (forse mesi) e non c’è modo e maniera di organizzare un accoglimento
per il mio passaggio trasformandolo in evento.
ristorante l ’Albergo Tosa
mi offre l’opportunità di vivere una spettacolare e molto buona pausa pranzo.
La cortesia iniziale con possibilità di asciugare i vestiti
davanti al fuoco,
l’interesse mostrato
per ciò che stavo portando avanti corredate da foto di gruppo in tutte
le salse aggiungono valore alla mia giornata.
*Hotel Cervo : bellezza, cortesia, disponibilità in grande
stile
carino entrare nella stanza d’albergo e trovare il kit di asciugamani sul letto con la presentazione “elefante”
proboscide rivolta verso l’alto.
stupendomi dell’assenza del telo e asciugamani.
o forse con quello da esci doccia.
mi lamento poi al telefono con
Lisa …. “pensa che non c’erano i teli ….. in un albergo così bello ……..” per, prima di chiudere la telefonata, accorgermi
della cazzata raccontandogli lo spettacolo del telo presentao a elefante …la stanchezza può giocare brutti scherzi J
civiltà e sicurezza, decido di salire su un marciapiede ( di solito giro in
strada ….. mi sento stretto nei marciapiedi …maledetti confini J) , scende agevolandomi la marcia fino ad arrivare ad un sottopasso
interrompendosi con la presenza di un muro davanti .
architettoniche visto che non c’è nessuna discesa che agevola il rientro in
strada.
che si rovescia spiaggiandosi come una balena che tenta il suicido facendomi
bloccare una corsia.
i pochi danni.
l’attacco di un braccio si piega leggermente costringendomi ad una stravanata
decisa.
E’
successo anche :
(B & B 47) a Milano e viceversa a Cura dell’Ufficio Stampa Earthware diFabrizio Cutela. Per me una serata molto bella e ricca di soddisfazioni che mi
ha dato la possibilità di incontrare e conoscere persone importanti. Un po
cotto al rientro.
viaggio , un po’ meno se infilata tutta dentro la stessa tappa.
solita buon ora ritardata affrontando un cono d’ombra lungo quasi 20 km che non
mi permette di entrare in temperatura corporea giusta.
imbattermi nelle solite segnalazioni che
minano la tranquillità .
…. non da certo I 56/58 km previsti ….mumble mumble mumble .
comincia nervosa ma sfocia rasserenata da un “ ma no dai, sono le solite
imprecisioni dei cartelli ……comunque
controllo”
la conferma che la prima ipotesi era quella giusta. I km sono 70 se non qualcuno in più anche se
il mezzo tecnico ufficiale comunicava altro.
L’osteria Lanterna (ottimo pranzo) mi permette di
verificare il tutto ….sono un 70ello abbondante
ed io non riuscirò a portarli a casa dentro la giornata.
avessimo già concordato un incontro con le “istituzioni” di Toscolano
Maderno (paesino lacustre a 12 km da
Salò)
Vicesindaco Davide dopo aver cenato
insieme ad Ali, Paola, Davide e al
giovane Angelo.
farsi sentendoci a triangolo tramite le linee telefoniche proteggendoci da
attacchi esterni che cercano di annientarmi .
aumentando da 18 a oltre 30 i km che
distano da Salò.
dentro al mio smartphone (narra 18
km) riparto deciso , non prima però di
rispondere alle domande ad una coppia di ragazzini che mi hanno seguito con la
bici dal paese precedente. Sono i Ringo Boys, uno di razza bianca e uno di
razza nere, un vero spettacolo da vedere e da ascoltare nelle loro domande
curiose ed ingenue e nei loro sorrisi.
e il freddo diventa pungente, l’uomo che mi raggiunge con la mtb mi fa i complimenti (sa cosa sto facendo)
confidandomi che quello sarebbe il suo sogno e che lui vuole andare a piedi in
Cina ……fantastico obiettivo.
dell’arrivo …..dove non so ma da qualche
parte un arrivo ci doveva essere.
paese nel quale Ali con un amico verrà a prelevarmi (5 km da Salò)
Io salirò con Alì, diretto a Toscolano , mentre Liso ospite di
una Peugeot 308 cabrio dormirà nel
magazzino tra flotte di bottiglie d’acqua.
attorno ad una pizza, la nottata , dopo aver
tentato di entrare in quasi tutte le case della via (dimenticare il
numero civico è una bella storia) , è ottima
….ormai dormirei anche sui sassi .
Salò, ne Ali ne qualche suo collega riuscirebbe a riportarmi a Vobarno ….in fondo
è solo un piccolo trasferimento dichiarato.
incontro i signori della Scott (Ivano ed Eleonora).
immenso complesso creato in una vecchia struttura della quale mantiene tutte le
caratteristiche di un tempo.
degli errori di percorso che hanno
comportato lo stesso chilometraggio
ma con un effettivo meno 10 km rispetto al punto che dovevo arrivare.
segnalato da Fabrizio con un “come mai sei a 20 km dalla partenza?” quando il
mio garmin ne segnava esattamente 32.
le cosidette dall’altra mi ha dato la possibilità di avere la conferma che la
carogna è sempre pronta alla risposta una volta chiamata in causa.
non pensavi di avere uscire e far tenere al fisico ritmi altamente impensati.
……. fiero di tutto.
che in tre minuti mi ha consigliato 3 volte di prendere il treno, aver visto in
sequenza, a distanza di pochi km, Bergamo 20 – Bergamo 17 – Bergamo 20, aver incrociato 6 auto che alla mia richiesta
di informazioni hanno tranquillamente tirato dritto ma anche dopo aver
constatato che la gentilissima signorina con la golf si era premurata di avvertire la pompa di
benzina del mio passaggio informativo imminente ……. non sono tutti uguali per fortuna.
uomini dell’anas ( un grazie particolare a colui che mi ha regalato la sua
arancia spontaneamente) trovati in corso d’opera.
di non attraversare Bergamo ma di aggirarlo in modo di agevolare l’arrivo a
Milano ci hanno portato dritto dritto all’Antico Borgo alla Muratella dove
l’appuntamento con Scott.
calore corporeo grazie ad una superba doccia e un allagamento del bagno …..c’era un foro nella struttura J …….prima
di una bella serata al ristorante con Ivano ed Eleonora che oltre ad allungarmi
un giubotto sostitutivo al 100 grammi lasciato a Folgarida prendono giù gli appunti per un comunicato
stampa sul sito ufficiale www.scott-sports.com
e predispongono un intervista in diretta con Radio Bergamo Alta per la mattina
seguente.
in direzione Milano , mi attende Sergio e Radio Deejay e ci sarà una grande
sorpresa …… è bello essere immerso in “….io”
La deviazione x Sant Pierre
…… “ per una questione di ricettività alberghiera e per aver meno km domani
sarebbe meglio oltrepassare Saint Pierre, sostare al paese successivo (non
ricordo il nome) Giusto qualche km in
più e strada leggermente diversa.
anticipo rispetto al solito quindi qualche km in più ci sta.
‘ultima tappa tranquillizza l’organizzatore che per il giorno successivo
ha centellinato i secondi.
Courmayeur ore 15,00 esatte.
scritto, al momento, accoglie il mio consenso.
spinge forte scaldando l’aria che arriva a toccare i 16° centigradi. Sfoggio il
primo nude look di tutto il viaggio (gli stinchi) godendomi la presenza delle vette Val
D’Aostane imponenti ma mai sgarbate anzi le definirei quasi protettive per la
loro costante presenza attorno alla mia figura senza mai farsi sentire addosso.
Il passaggio in un Aosta piena
come in un giorno di mercato mi regala un sorriso grande come una casa. Sento la curiosità al mio passaggio , gli
sguardi addosso .
statale che percorro fino al punto del dubbio.
via è immediata ma c’è una seconda possibilità stradale.
corta.
percorso chiaro lineare e con pendenze del tutto relative , la B veniva ben rappresentata
dal vocabolo Indiavolata.
A naso non meno del 16%, lunga ed insistente.Probabilmente la più dura di tutto il giro
con l’aggiunta di varie ed eventuali.
cartello strada senza uscita ….ma il satellite la mostra chiaramente aperta)
dopo 500 metri una mucchia di neve sbarra la strada costringendomi ad un
passaggio difficoltoso in mezzo alla natura. Una gimcana di pochi metri per rientrare nella strada asfaltata e
trovarsi davanti un classico blocco composto da neve più blocchi di cemento.
le mie scelte, lancio un paio di improperi e affronto una riunione
straordinaria con me stesso.
Sgancio Liso, tolgo la borsa edun pezzo alla volta salto l’ostacolo avendo cura di ufficializzare il momento
prendendo fotografie.
coppia locale che la strada viene chiusa dal comune nella stagione invernale in
quanto pericolosa vista la pendenza impegnativa.
più semplici ……vero Pelo ?
C’è ancora una bella fetta disalita, sono sulla strada giusta per
Saint Pierre, un po’ meno per l’altro paese che si è allontanato (probabilmente non mi vuole).
Il rombo di un motorino mi arriva
alle spalle mentre mi fermo a fotografare un panorama maestoso reso speciale
dalle luci del tramonto. La strada sale
alla porco giuda cosa confermata dal fiatone e dal sudore che mi sta lentamente
impregnando gli abiti.
impostare l ultima curva per poi fermarsi al mio fianco.
perché.
Non mi era mai capitato di vedere uno come te .
Sei matto, strano, incredibile …….
ma trasmette positività.
Pensa quando lo racconto in giro, mi dice.
Ora devo andare . Ciao Andrea, mi raccomando , non mollare !!!
Mai mollare , Luca, mai ….. in bocca al lupo.
assorbito tutto dalla gamba sinistra ( il tallone finito delle Scott T2
confermerà a fine discesa).
tranquillizzandolo che i km del giorno dopo li mangerò a colazione .
offrendomi l’alloggio per la notte con la prima colazione. La camera è
veramente molto bella, curata dotata di un letto fantastico che coccolerà la
mia ultima notte nell’avventura.
I
ragazzi di Morgex
prima del passaggio dal loro paesino.
pochi e il mio ritmo è veramente ottimo.
insieme al cartello pubblicitario dei loro eventi Trail.
divenire 7/8 persone .
ammucchiate fotografiche ed ingurgitando brioches.
“….io” a Courmayeur
….io
allungare questo momento magico.
finire, dispiace dire a tutte le emozioni che vorticosamente stanno girando
dentro alla tua anima che dovranno lentamente scemare per rientrare nella
vita di tutti i giorni ma è così.
l’attesa la cosa gustosa , poi apri il regalo e nel giro breve finisce
tutto.
fascino.
preparo le mie cose, mi preparo e vado incontro a quello che sarà una
fantastica passerella finale
momento in cui “giochi col tempo” sentendone addosso l’estrema variabilità
degli attimi guidata dalla tua percezione del momento. Interminabili ore trascorse
nel sentirlo mentre faticosamente scivola sulla mia pelle, in occasione di
tratti particolarmente impegnativi vuoi per le condizioni atmosferiche o per le difficoltà del tratto di percorso,
paragonati a tappe che molto più veloci lisce nelle quali la bellezza di ciò
che stai attraversando o una condizione fisica particolare non ti fa quasi
accorgere del trascorrere dei minuti .
realtà variabile nella sua percezione.
Lunghi periodi passati sentendo ogni singolo secondo dei minuti che si
trasformano poi in un semplice “già finito. Volato!!!
completamente ma GIA’ finiti, vissuti.
sapore dolce.
emozionanti immagini, momenti che mi hanno trapassato lasciando un segno in
ogni angolo di me stesso. Difficile dire, trasmettere in realtà quanto questa
esperienza possa avermi regalato, insegnato ponendo la mia attenzione in vari
aspetti della vita.
che la sera prima non è stato fatto per problemi di wi-fi . Mi sarebbe dispiaciuto non dare una dovuta
fine l diario, non poter esprimere un ringraziamento sincero a tutti coloro che
mi hanno seguito e donato forza con la loro attenzione.
ho nessuna intenzione di uscirne rischiando di incontrare pendenze
inverosimili.
La Val D’Aosta mi
avvolge con le sue emozionanti e maestose montagne, proteggendomi come una mamma fa col suo
figliolo.
solitario è alta, il tam tam dei runner locali è stato deciso e ben “suonato”.
I saluti tramite clacson, urla e sbracciamenti
sono tanti e trasmettono tutti energia pura . Il camionista apre
addirittura lo sportello incitandomi e
girandosi verso di me lasciando correre il Camion .
la fatica, l’enfasi, la voglia dell’emozione immensa le spinge creando degli
anticipi sui tempi e conseguenti comunicazioni da Fabrizio (- Rallenta. Fermati
un po’ in un bar).
ragazzi di Morgeux) in completo relax fisico ma non mentale.
pensieri, di supposizioni. Il gioco del trasportarsi è attivo come non mai ,
arrivo in piazza a Courmayeur almeno sei o sette volte respirando , vivendo,
una previsione di sensazioni.
l’avventura si concluderà in compagnia, fa parte del gioco
dell’organizzazione di quest’evento “la possibilità di accompagnarmi di correre
per un tratto X insieme a Pelo” .
La macchina organizzativa di Fabrizio ha già preso accordi,
organizzato tutto con la gente del luogo
e la presenza di amici.
e che mi farà anticipare il mio momento di qualche ora.
asperità ed attraversa la valle
completamente esposta al sole, lascio che mi avvolga scaldandomi interamente e
mi assento.
singola parte di me facendosi sentire fino alle estremità più estreme del mio
corpo.
“vincere” un’altra sfida. La potenza della
mente sul corpo, più forte degli imprevisti, delle fatiche , delle condizioni
avverse ……..la volontà di raggiungere un obiettivo, il sapore sublime di
sensazioni sconquassanti, emozioni, lacrime
che mi danno sono un intenso dono che vivo con tutto me stesso.
passaggio di un veloce velo di tristezza, lascia spazio ad una felicità
immensa, stanno bene, li sento.
vecchia strada attraverso la strada c’è
il paesino.
lei, è una grande felicità, l’arrivo di Giovedì
era proprio per quello.
intensamente tra noi .
Fabrizio e Dario vengono baciati/abbracciati con un altrà intensità, trasporto, sentimento e senza mani sul culo 🙂 . E’ una bella amicizia.
Il Timing preciso di Fabrizio decide, probabilmente anche
per far terminare lo sbaciamento, che è l’ora.
foto-video Daddo il runner facente parte dell’organizzazione Tor des Geans accompagnato dal figlio in Mtb ed un altro
amico che ci abbandonerà poco prima di Courmayeur.
quello …… di corsa, Fabrizio ci frena o
tenta di farlo.
dando mai una parvenza seria J
, le montagne si stringono attorno a noi con tutta la loro candida potenza,
monsier Le Blanc è lì, immenso
imponente il più imponente …..lo sa.
mentre dentro il vortice emozionale sta decisamente entrando in una possente
centrifuga. I pochi neuroni J
si dividono egregiamente i compiti permettendomi di essere presente in tutti i
campi (almeno così mi è parso) godendomi al massimo questa nuova situazione.
Le ultime rampe …… il cartello Courmayeur …… c’è già
l’accoglienza, le bandierine della città , il fotografo e la signora ……. Super
attiva nel suo ruolo di organizzatrice di eventi e coordinatrice stampa c’è già
la festa.
tanto , un ultimo km da percorrere nelle
vie centrali solcando il passeggio della gente …….gli ultimi sguardi incuriositi.
Minuti finali riempiti con sorrisi, amore, il bene e la stima degli amici ….. il momento è proprio lì, …. in quel preciso punto dove finisce la linea rossa.
Le mie gambe si
fermano, Il sindaco, signora Fabrizia Derriard, mi accoglie ufficialmente
complimentandosi.
fa impressione.
bella mostra, è un ulteriore e gradita sorpresa, la presenza di Ivano Camozzi
mi gratifica molto.
mantengo mi evita di dare baci), l’abbraccio i complimenti e i miei grazie per
la presenza e lì appoggio prima di riuscire nella prima intenzione.
nel breve tempo di un minuto quanto “….io” sia riuscito a farmi vivere, quanto
certe emozioni siano in grado di donare, di quanto sia stata importante la sua
presenza in tutto il corso dell’avventura.
Andrea di Giorgio detto Pelò , le foto
con Liso (lo abbraccio anche col cuore) , Fabrizio , Dario, Courmayeur e l’emozione di una grande avventura diversa
da tutte
E’ ufficialmente finita,
l’inversione dell’euforia inizia a fare il suo corso scemando lentamente
per, a piccoli passi, riportare tutto ad una normalità con qualcosa in più
dentro …. “….io”
di
cuore




































































