
Africa 5 in compagnia di Andrea Pelo di Giorgio ringraziano sentitamente tutti coloro si sono adoperati ed hanno contribuito, anche con un piccolo gesto, alla riuscita di questa splendida avventura che, oltre alla soddisfazione fisico/mentale, ha contribuito ad un cuore più sereno e soddisfatto nell’aver “piccolamente” dato il suo prezioso apporto ad una causa grande come l’Africa.
Grazie adì tutta Amref Italia Onlus, a Matteo Scarabotti per quest’opportunità che mi viene data da tanti anni.
….infinito
mentre la fila di lampioni “scorreva ferma” scivolando difficilmente al fianco della mia
figura senza proferir parola
che altri 10 metri erano faticosamente
transitati sotto ai miei piedi
stava rivelando quel “gioco”
mi aveva avvolto con tutto il suo peso cercando di portarmi via da
quella sfida personale chiamata quintuplo Ironman (19/900/210)
praticamente sempre gli stessi tratti di strada/percorso , un impegno fisico rilevante, dubbi non ve n’è,
ma soprattutto un impegno mentale di dimensioni enormi per combattere e contrastare
l’assenza di competizione con altri atleti e la mancanza di un ufficialità
dell’evento .
in se stessi , nella convinzione con cui ci si pone degli obiettivi, nella
soddisfazione che si riceve dalla
caparbietà con cui si lotta per cercare di conseguirli , nella consapevolezza
di non essersi tirati indietro e nella voglia di provare ancora una volta
quella fortissima emozione che esplode in tutta la sua potenza quando capisci
di avercela fatta.
valutato non ha nessun valore rispetto a
quanto una prova del genere ne avesse e ne ha avuto per me .
del “ce la posso fare” , il non
tirarsi indietro davanti a prove che possono sembrare insormontabili, l ‘essere padrone della propria mente a tal
punto da metabolizzare la sofferenza ( a volte anche pericolosamente) , variare il rapporto con il passar del tempo
fino a vivere sulla pelle ogni singolo secondo che transita dando una risonanza
continua alla fatica .
capacità di osservarrsi dall’esterno ridendo di quella condizione .
il mio andrea ……. Ma ti vedi ? “
e giù a ridere di se mentre la mente avanza con “un passo avanti l’altro Andrea …..e anche
quel lampione sarà raggiunto.
una storia nuova , diversa, assolutamente niente a che vedere ne col deca Ironman (1x 10 gg) nel col
doppio/triplo.
nessuno di certo non aiuta ad avere quella cattiveria fisica in più ma ogni pensiero, ipotesi di ritmi , tempi ,
pause e qualsiasi altra cosa fatta verranno puntualmente smentite rese nulle
completamente prive di fondamento.
….quanti megabyte servirebbero per poterle catalogare tutte in un fantomatico
hard disk e quanta fortuna c’è in noi
che non dobbiamo neanche porci il pensiero di metterle in ordine ed
archiviarle per poterle un giorno andare
a rivedere come si faceva una volta con le diapositive.
di garantirci il rivivere di tutto ciò che abbiamo provato in un determinato
momento a patto che esso abbia creato delle emozioni .
un mare cristallino e piatto come una tavola poco dopo le 5,00 di mattina.
E’ un assenza profonda quella che sto vivendo in quel preciso attimo , il corpo in piedi fronte mare coccolato dalla morbidissima muta Zoot , l’interagire con i presenti anche scherzando (cosa che mi riesce assai
bene) mentre qualcosa di potente mi
invade rapendomi facendomi viaggiare lungo il mio raggio visivo .
sbatte contro , è libetà , una grande e fantastica sensazione di libertà che si
amplificherà ancora di più una volta che
sarò la dentro e che adesso mi sta ribaltando .
pronto ad entrare regalandoti sbalzi di emozioni capaci di farmi lacrimare.
schiavo , tutto ciò che, ancora, mi porta a cercare di andare oltre.
Mario, è un respiro profondo ed un cuore dal battito secco e ben scandito che mi accompagnerà in acqua
insieme all’amico Fabrizio Cutela (per i
primi 3.000 m) .
colonna sonora che invaderà le mie
orecchie per le ore seguenti contraddistinta dal canto dell’acqua nelle
orecchie, lo sbattere delle braccia per entrare nell’acqua ed il respiro
cadenziato del nuotatore di lunga distanza.
strutturato con un primo giro lungo
(verso nord) che mi porterà ad oltrepassare la metà della distanza
totale seguito da vari giri più corti
(verso sud) che permetteranno micro
riposi e soste reintegro Enervit (organizzate dall’argentino e bravissimo Luca)
.
e con un solo , ma consistente, incontro
di Meduse in branco che mi hanno
costretto ad uno stile gimcana di difficile attuazione ma portato a casa con
successo.
dopo 6 ore 34 minuti dotato di braccia alzate ed un evidente
felicità dipinta nel viso.
recupero offertami (doccia compresa) da MarioPanisBeach , non ho ancora la
minima traccia di sonno e sono pronto ad iniziare quella che è nella mia
mente la parte più difficile.
, mai provati e neanche avvicinati in
tutto il pre evento che, per una serie di fatti personali, non mi aveva dato quella tranquillità/tempo
necessario per la preparazione di una distanza così importante.
uscite più lunghe. Saltate le prove di randonneur, saltata la giornata
interamente dedicata alla bicicletta
eppure ero lì, pronto a provare,
basando su un’unica certezza , la mia volontà, la mia coriaceità nel
perseguire un obiettivo . Non mi
importava il tempo che avrei impiegato, mi premeva farcela , condizione unica per portare a termine la mia
sfida.
Scott Solace sotto al sedere, pochi km insieme ma un immediata sensazione di comodità di essere padrone di un piccolo giocattolodalla linea grintosa ed il peso minimo.
dopo l’ora di pranzo passata al bar Sant’Antonio da Anna e Mario mio quartier generale ufficiale
da quando sono uscito dall’acqua fino alla fine.
ripetere ad oltranza, non molte le divagazioni , ogni piccola buca, vena dell’asfalto, ogni faccia dei frequentatori abitudinari di locali , …immagini che giro dopo giro si imprimono nella
mente attraversando i miei occhi
diventando preziosi punti di riferimento della mia frazione ciclistica.
ragiono diversamente, mi serve , è indispensabile.
ogni piccolo particolare sul percorso
prende le sembianze di un piccolo numero diventando parte di una pista
cifrata (tipo settimana enigmistica) che giro dopo giro mi possa trasmettere la consapevolezza di essere già
in quel preciso punto.
giri necessari per raggiungere un piccolo traguardo, un ristoro, un determinato
quantitativo chilometrico , il “ho già
fatto” tot km prima di arrivare alla
metà sostituito nel dopo dal “mancano
solo” .
giro dopo giro dando immediatamente una spiegazione positiva e sensata ad ogni qualsivoglia
pensiero che tendesse, anche minimamente al negativo .
la presa anche se spesso rimane in
secondo piano lasciando la libertà ad ogni altro tipo di pensiero di distrarmi allontanandomi dal lento passar
dei minuti .
tranquillo , nessuno ha fretta ed oltretutto nessuno ha un riferimento ben
preciso su come si sarebbe comportato il fisico oltre ad una certa barriera
chilometrica.
velocità massime che si raggiungevano nella piccola discesa e quelle minime
della salita precedente fino alle posizioni dei cani di strada con la
conoscenza di quelli che giro dopo giro mi attaccavano correndomi dietro per
qualche metro.
E’ come un sogno alienante, strano , pedalo in balia di pensieri su pensieri di domande di risposte a volte anche poco esaustive o raccontate
, sento la fatica incollarsi al corpo pesando sempre più, minuto dopo minuto , ma pedalo
, forse assente ma presente nel mio
mondo .
…….. e pedalo intorno a quei 5 km osservando tutto ciò che mi passa sotto agli
occhi concedendomi ogni tanto il giro da 10
oltre a qualche divagazione che mi tiene lontano anche per 50 km ( al
posto di fare 10 giri ne faccio uno
lungo così posso dire che fra un giro mi
fermo a pranzo) .
animatamente poi , al giro
successivo divisi entrambi con passo deciso in direzioni
opposte. Si ripresentano il giorno
successivo sempre sulla salita, lei
tenta di baciarlo ma lui non ne vuole sapere . Il giro dopo lui salirà su un
auto mentre lei camminerà in lacrime e
con movenze altamente incavolate giù per la discesa.
situato poche centinaia di metri prima dell’ ingresso in piazza mi suggerisce a voce alta che se il mio
intento era quello di farmi notare c’ero riuscito.
che stanno pian piano diventando una cifra importante.
arrivata ad assistermi è stata di per se accolta da ogni parte di me con estrema
felicità, sentivo il bisogno di averla vicino anche fisicamente oltre che con
il resto. Attendere il domani era già un altro piccolo traguardo da
raggiungere ed il premio era fantastico .
fatica nell’azione di spinta e di disidratazione estrema con un fisico che si asciuga come panni stesi al sole . La borraccia da litro di acqua non mi dura
più di 20 /25 km , la gola è arsa dal caldo il corpo avvolto dal getto di un
phon impazzito .
anzi la mattina presto.
sveglio dalle 4 dopo una notte insonne). La voglia di non eccedere, la mancanza
di competizione mi suggerisce di stare
dalla parte del sicuro .
riposo su di un lettino da spiaggia (
grazie a Mario) sotto alla capanna del
bar Sant’Antonio . Due cicli da 20 minuti , sufficienti per riposarmi un attimo
ma ahimè, anche per farmi entrare in un vortice
che , probabilmente continuando , era ancora lontano.
La risalita non è delle più agevoli , ore 1.40 a.m circa ……. Deambulo fino alle4.40 circa andando leggermente a zonzo
sulla mia Scott Solace .
Decido per
un’altra sosta da 20 minuti per ricaricare le pile . Dormo nel solito lettino
ma questa volta sotto al “mio”gazebo (per non soffrire il caldo e le zanzare)
in mezzo ( a lato) alla piazza .
spengo velocemente.
Lazzaro che cerca di raddrizzare il gazebo ribaltato di lato nella piazza e
che non vola via solo perchè legato al mio lettino che comincia a scarrocciare.
si trasforma in un riposo forzato nel
letto di casa sua vista l’impossibilità di muoversi con la bici .
Cosa fai domani (dopo, nel pomeriggio) Andrea
? mi domandavo
Vado in bicicletta e ridevo da solo
assumendo le fattezze di un incubo ….
ancora molto lungo .
attaccato da difficoltà estreme , persino il classico dolore al
collo/trapezi che normalmente mi prende
dopo 60 /90 km non si fa sentire (probabilmente il ritmo
tranquillo mi permette di rimanere meno rigido)
aiutano a staccare la testa per qualche decina di km chiacchierando del più e del meno senza la necessità di auto rispondersi.
quel muro invalicabile stava crollando mattone dopo mattone ad ogni mia
pedalata.
di per se senza avere materiale d’emergenza dietro.
della forza che un importante obiettivo può creare e mettere
in campo.
Scendo dalla biciverso l’ora di cena , dopo 54 ore che per quanto interminabili fossero erano
già passate,
riposo mangiando in casa parenti Lisa e
dormendo in un letto ……. Amore si, amore no rimane un segreto
sveglio più di una volta non togliendo
però il titolo di signor riposo a quella notte .
trasuda desiderio di riuscire nella personale
impresa. Il sorriso è sempre presente come l’ottimismo e la non paura di
faticare. .
211 km saranno distruttivi per il fisico
ed interminabili per la mente ma so
anche che sono già a 2 su 3, che i micro traguardi formeranno tanti piccoli
traguardi intermedi , medi
accompagnandomi in un lungo batter d’occhio a quello finale .
addosso, tutto, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo ; la
consapevolezza che sta passando è
la paziente arma vincente .
sforzo come la corsa non è cosa delle più semplici e lisce.
e dalla fluidità ma quello non potevo certo chiederlo , eppure,
dopo neanche troppo tempo , in
grado di comunicare effetti completamente opposti al mio cervello regalandomi
la sensazione di correre forte (valore relativo) o per lo meno decentemente .
quantificare quanti in realtà ne possano servire , non è un pensiero sano come
non lo è fissarlo su quei 211 così lunghi e ancora lontani km .
alle micro divisioni che mi
raccontano l’arrivo al giro boa di ogni
singolo lap piuttosto che a qualche
altro riferimento che mi rimane impresso passaggio dopo passaggio.
staccare la mente .
mattino presto .
Percorrere qualche km con le scarpe in mano solcando l’acqua,
sebbene più affaticante per le gambe, è una goduria senza precedenti che dona vita al corpo trasferendo la
sensazione di fresco .
Panish Beach da Mario col quale scambio due parole davanti ad una tazze di
caffè gentilmente offerto .
persone di Varano è qualcosa di veramente prezioso, mi riempie dentro
facendomi sentire come in “dovere” di portare a termine la mia impresa.
particolare che passa davanti afferrandolo e riponendolo nel cassetto della
memoria aumentando un tesoro personale che già mi accompagna e continuerà a farlo nel
corso degli anni.
fatiche sembrano più leggere, il
supporto in corsa , le chiacchere , il nostro amore, il suo modo di spronarmi a
non mollare ricordando però l’obbligo di
rispettare il fisico, sottolineando la necessità di, una volta
conclusa la sfida, donare riposo e recupero mi fa sentire protetto, adagiato tra due
strati di comoda bambagia.
traccia , il caldo si incolla a me
diventando a tratti anche troppo forte ma …… è una sensazione che amo e
preferisco di gran lunga a quella opposta.
Il passaggio dalla mia personale Aid Station Enervit dotata anche di servizio spugnaggio mi permetteva, oltreall’assunzione delle importantissime
sostanze di recupero/energetiche di regalarmi il piacere dell’acqua che rinfresca
il corpo incoscientemente esposto al sole senza nessuna precauzione
protettiva se non il fido berretto in testa.
di trasferire positività a fisico e mente, non mi preoccupo della velocità , so
benissimo che c’è un limite di movimento che il corpo ormai non riesce più a
sostenere e so altrettanto bene che il ritmo di quel determinato momento sarà destinato a scendere , calare anche
drasticamente lasciando il passo ad una camminata lenta ed anche difficile da
portare avanti ma che continuerà proprio
grazie alla ricarica mentale accumulata proprio durante i tratti di corsa.
vetture hybride ….la ricarica del motore
elettrico .
condizioni e del momento scivolando
via quasi senza accorgermene quando sto bene facendomi
godere ciò che sto portando
avanti fino a diventare interminabile pesante
nei momenti in cui subisco una situazione negativa non riuscendo a svincolare
una testa che tende a fossilizzarsi in
una buca sempre più a profonda .
potenza della mente , nel saper reagire alle situazioni negative,
nell’accettare e nell’essere padrone di
una filosofia in grado di trovare appagamento e soddisfazione dalla reazione
che sei in grado di metter in campo nei momenti di crisi.
poter contare in caso di necessità e bisogno di aiuto. Esserne cosciente dona una tranquillità traducibile un risparmio di energie non indifferente .
ritmo , lo fanno anche i km cominciando,
lentamente, a limare quella distanza
così lontana dal traguardo finale.
abbinarlo ad una distanza precisa , ricordo solo i 7’ e qualche decina di secondi / km che sono riuscito a raggiungere e tenere per qualche tempo prima che la memoria del
corpo ricordasse quanto aveva già speso e dato nei giorni
precedenti rallentandolo almeno fino alla concessione del riposo.
Passo dopo passo, parola dopo parola sorriso dopo sorriso la
giornata volge tranquillamente al termine, stanco , camminante o
tranquillamente correvole mi avvicino
all’ora di cena rappresentata dall’ennesima pizza fornita dal ristorante “ Le Terrazze sul mare” e comodamente
mangiata al bar Sant’Antonio dagli impagabili Anna E Mario.
e viaggio ancora con l’obiettivo, il pensiero,
di chiudere la terza maratona entro il mattino seguente.
in base a precedenti esperienze su distanze minori tenendo ben presente che la matematica non è assolutamente una
materia sulla quale fare affidamento in casi come questo.
impegnandomi in un apprendimento /assimilazione
veloce affinchè ci siano i minori danni
possibili .
immaginato e vissuto dentro ascoltando la mia corsa, il mio passeggiare in
dissoluto per le vie di quel circuito .
L’unico pensiero che faceva da ostacolo era legato ad una crisi profonda
di sonno che avrei eventualmente valutato
al momento regalandomi qualche prezioso ciclo da 20 minuti di fantastico sonno.
sempre pronto a metterci la coda, specialmente quando può contare con alleati
tipo il sottoscritto che con il proprio modo d’essere agevolano il suo perfido
operato.
mi rendo conto fermandomi all’entrata della piazza direzione pausa cena.
pelle rigonfia .
tamponare la situazione “rovente” .
insolazione ma una volta seduto e
mollato un attimo la tensione mi crolla il mondo addosso .
non aspettava altro , mai
abbassare le armi davanti al nemico, per saltarmi addosso con tutta la sua
forza .
pelle a tal punto che chiedo a Lisa di
portarmi le maglie e calzoni lunghi presenti alla mia Aid Station Enervit.

punto in cui il corpo non riesce più neanche a produrre l’energia per scaldarsi
neanche in movimento .
atomica colpendomi proprio in un momento
nel quale mai avrei pensato .
dal momento facendomi cedere al sonno
per qualche frazione di secondo.
della 3° chiaramente stampato in fronte.
due ore prima, vestito invernale deambulo lentamente per il percorso in preda al freddo subendo la situazione.
risalto i coni di luce arancione sparati dai lampioni del lungomare .
. E’ una crisi forte, pesante che mi
porta più volte a chiedermi cosa ci facessi
in realtà in mezzo a quel
lungomare a notte inoltrata.
sicuramente deriva da una mia scelta
precisa parte del mio modo di vivere.
conto per una comprova che mi sto muovendo.
interminabili, infiniti, distruttivi di
quell’ultimo km percorso vengono percepiti dalla mente come un potente
gancio che mi fa barcollare ma capace, al contempo, di sortire una reazione
mentale che esplode un autoironica
voglia di ridere.
particolari del visto stanco, sul’andatura ciondolante e trascinata solo dal
desiderio di raggiungere l’obiettivo.
Andrea ? “ “ lo vedi come sei messo ? “
l’amico Cristian.
quelli con chi, come me, è capace di comprendere la situazione (perché vissuta
a loro volta) sono veramente un tesoro capace di darmi una spinta veramente
potente .
15 minuti, forse più forse meno ,
che hanno la potenza di farmi risentire padrone della situazione per riuscire a
guardarla chiaramente senza
l’appannamento di un obiettivo temporaneo
in fondo non basilare.
dell’atleta.
voluto dire la distruzione fisica
correndo il serio rischio di andare oltre e dover alzare bandiera bianca …..l’unica
cosa che non riuscivo a prendere neanche in considerazione .
penso alle parole di Lisa, mi concedo un ultimo e lungo sforzo raggiungo
il termine della seconda maratona e dopo
averla chiamata la raggiungo.
ballerina che fa ripetute da gelida a bollente ad oltranza e mi infilo sotto ad
un leggero lenzuolo avvolgendomi al mio amore.
.
sono già un altro …..oddio la camminata ciondolante effettuata come se
avessi due pali appuntiti che appoggiano
sugli ischi non promette molto bene ma so che si attenuerà col riscaldamento ….
Colazione ricca ,caffè espresso ,
riprende il gioco , ..…….corro
posizionando Andrea Pelo di Giorgio nella modalità bambino “ascolta tutto
ma fissa solo ciò che in realtà gli fa comodo” . Mente positiva .
, il paese è vivo , siamo entrati nel
week end di gare, lo si deduce anche dall’impennata di sana
“sclerosi” che assale Fabrizio Cutela .
gli incoraggiamenti , i gesti di stima che ricevo non fanno altro che far scivolare via il
tempo mentre continuo a muovermi lontano dalla tremenda crisi della sera
prima.
gara sprint della quale mi godo la partenza , uscita dall’acqua e frazione
podistica nella quale sono immerso per motivi di percorso.
sensazione strana permettendomi, al
contempo, di valutare il gesto atletico dei ragazzi/e ed allo stesso tempo
captare la soddisfazione dallo sguardo del 90% degli atleti partecipanti …. è il triathlon.
finale diventa sempre più una certezza andando a potenziare quell’auto
considerazione che si trasforma in una
forza sempre maggiore.
ormai arsi dal sole, attraverso un bruciore
violento ogni qual volta che la pelle subisce delle variazioni di
tensione ….. praticamente ad ogni passo e per due visto
il doppio arto.
camminare con due lanciafiamme diretti direttamente sui polpacci .
della notte contribuisca ad abbassare notevolmente la temperatura .
mi trasportano in buone condizioni fino all’ultima cena J , ultima pizza ….solito posto , solita ora …..CHE TRISTE
ABITUDINARIO J .
ma in buone condizioni .
giorno è concludere la 4° maratona per
poi riposare ricalcando i tempi della sera prima .
viene presa esclusivamente per riuscire ad effettuare l’arrivo in un momento
clou della giornata non essendo questa
una gara ufficiale ma una sfida
personale.
non avrebbe avuto un gran senso
specialmente nei confronti degli sforzi fatti dall’organizzazione per dare risalto all’impresa oltre che per
un puro piacere personale .
lampioni coi quali parlo , lentamente, raggiungo il 42° km , rientro a casa , doccia ,Lisa e
nanna .
voglia del mattino , un po come un bimbo
nella notte di Natale . Potrà esser lunga
, difficile , potrò essere anche
stanchissimo ma ormai più nulla potrà togliermi ciò che sentirò in quel preciso
attimo . Le porte sono chiuse , la possibilità che qualcosa possa succedere
togliendomi quel traguardo non entra più nella mia mente , un sapore potente e
dolce sta entrando mentre mi abbandono ad un tranquillo e breve sonno .
……caffè e …. ultimo 42 km di Africa 5 ….
il mio personale solitario quintuplo
ironman .
Corro sulle mie fantastiche Scott T2 Palani che mi preservano il piede in maniera veramente eccezionale,
leggere, protettive, grintose e
belle (Fiero di loro) ripercorrendo tutto ciò che è stato nei
giorni precedenti rivivendo le
sensazioni di quel mare fantastico , l’enorme stanchezza della frazione
ciclistica assiduamente condita da
quella domanda/risposta che ero solito farmi
“cosa fai adesso andrea ? …. Vado
n bici !!!
Triathlon , i ragazzi sono attivissimi nell’organizzazione , Fabrizio rasenta lo stato “agitazione totale” più di
una volta .
stima e una foto insieme , una pausa
spugnaggio e reintegro nella mia Aid Station Enervit ed un passaggio davanti allo speaker DarioDaddo Nardone che non perde l’occasione
di citarmi al microfono ufficiale .
la zona cambio prende vita, il
Triathlon sulla media distanza parte mentre i miei occhi di esploratore
sportivo registrano la grinta e
l’agonismo degli atleti.
L’ultima divagazione dipercorso con Lisa fino al termine ultimo di Lido del Sole mi tiene fuori
praticamente per quasi tutta la frazione ciclistica del triathlon medio
assestando un duro colpo ai km rimasti .
tempi, neanche a farlo apposta, sono azzeccatissimi , arriverò 20 minuti prima del primo assoluto
del medio , un ora fantastica per lo spettacolo del triathlon .
bellezza delle mie emozioni che
viaggiano come impazzite .
all’alba partivo , ….. è già domenica , …..sto arrivando.
“domani arriva sempre” ….è solo
questione di un po’ di pazienza .
“godere” e gustarmi il regalo voluto con tutte le mie
forze.
Tri – medio , posso dire di non aver tagliato, mi godo i complimenti le strette di mano e qualsiasi altro atto di stima fino all’arrivo dell’ultimo giro.
ristoro/gara accompagnandomi nella felicità di quel traguardo imminente per poi sfugge
anticipandomi al traguardo.
casa che trasmette molto di più , il suo arrivo a Varano è stato il regalo più
bello che potesse farmi , la condivisione del mio essere la sua partecipazione fattiva
…… per me è una favola.
io avanzo girando poi a dx
percorrendo il perimetro della zona cambio .
un calzino mentre batto qualche cinque assorbendo i complimenti.
sfaccettatura di ciò che mi sta succedendo .
Dario Speaker , gli applausi , la
vita . Meriterebbe di esser vissuto in slow motion , certe emozioni dovrebbero di durare più a lungo .
attraverso la potenza di ogni singolo secondo .
abbraccio senza fine ,( è il più bello
del mondo) mentre due gioie si fondono in un emozione unica profonda e vera.
gli abbracci con Dario e Fabrizio
due grandi amici, il microfono ,
le parole che librandosi nell’aria raccontano di un quaderno (vita) che sto , a
mio modo, colorando con grandi emozioni.
si è soli J )
, anche se non ufficiale, è una dolce
chicca inattesa che ci tengo a condividere con Fabrizio per un avventura nata,
eseguita e vinta insieme .
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