intervistando Andrea Pelo di Giorgio

intervistando Andrea Pelo di Giorgio

  
Carta d’identità :

         
Mi chiamo 
Andrea di Giorgio,  nato nel 1967
(46 anni)  a Cervia  dove risiedo   
         
Professsione?
         
Venditore d’auto (da 23 anni) con l’occhio
proiettato al futuro
         
Nome di battaglia?
         
Andrea Pelo di Giorgio   
         
Passioni , Hobbie  ?
         
Sport, scrittura, fotografia …..bulldog inglesi  
         
Quale di queste le da
più soddisfazione ?
         
A dire il vero  è una scelta difficile  , oltretutto non sono amante del fare
classifiche.  Sono tutte belle  e tutte 
in modo diverso  sono in
grado  di donarmi soddisfazioni ed
emozioni diverse.
Lo sport ha sicuramente una posizione di
vantaggio rispetto alle altre se non altro per la fatica e l’impegno fisico
mentale che comporta per raggiungere determinati risultati e per il ruolo di  musa 
ispiratrice che ricopre nei confronti delle  altre
         
Bulldog inglesi compresi
?
         
(sorriso) 
i bulldog inglesi  sono in realtà
un mondo a parte,  una sorta di bilancia
al mio essere attivo, un infusione continua di calma, tranquillità . Basta  osservarli 
per un po’ per esserne rapiti , per capire di come loro non facciano
nulla che li possa privare della tranquillità e che gli faccia far fatica (qui
differisco).  Convivo
con  due esemplari , dopo oltre 10 anni
di bulldog  mi sorprendo ancora  ad incantarmi davanti alle loro facce e comportamenti.  Un cane diverso, un rapporto diverso  a tal punto che per me sono i bimbi inglesi
         
Chi è  Andrea di Giorgio?  
         
Un uomo normalissimo  che  ha
sempre cercato di fare ciò che gli piace. 
Molteplici esperienze di vita    

vissute
hanno incentivato in me la necessità di essere sempre  allegro (facendomi  passare anche per superficiale) e di vivere a
fondo le  emozioni  assorbendo  sensazioni uniche e inesauribili  che esse 
riescono a darmi.  Leggermente
zingaro, non curante dell’aspetto esteriore ed disinteressato ai giudizi
gratuiti provenienti dall’esterno.

         
Andrea crede?  
         
Credo, 
non sono praticante ,  ho un
rapporto tutto mio col Padre Eterno col quale parlo spesso e a cui do del tu,
come del resto faccio con tutti. Qualcosa che mi dice che il nulla dopo la vita
non avrebbe nessun senso . Rimane sempre il mistero  ma non la pretesa di saperlo ora . Ci sarà
sicuramente  il momento in cui
sapremo  e, se  così non sarà,   sarò comunque felice di aver vissuto  una vita densa di emozioni .
         
Emozioni è una parola
che esce spesso dalla tua bocca , perché ?  
         
E’ vero la uso spesso, anche volutamente  per cercare di trasferirne l’importanza nella
vita di ognuno di noi. C’è stato  un
giorno nella mia vita in cui sono riuscito ad assaporarne il sapore ed allora
ho smesso di nascondermi dietro a quel velo di “duri,freddi” che spesso i
giovani  usano  mostrandomi per quello che sono.  Sensibile ed emozionabile , molto
emozionabile capace di avere gli occhi lucidi osservando la gioia di un atleta
che taglia un traguardo , piuttosto che una scena romanticona .  Mostrarsi nel proprio essere è una grande
cosa e ti permettere di vivere a fondo anche le più piccole emozioni,   specialmente quelle che ti regali , che ti
crei  con l’aiuto della tua caparbietà /volontà
. quelle che raggiungi  ponendoti degli
obiettivi  di volta in volta più
importanti e difficili da raggiungere.  
E’ così che ho iniziato la mia “carriera” di ultratleta , seguendo le
emozioni . Sensazioni che rimarranno sempre ,  capaci di riaffiorare nella loro piena
originalità

grazie solo ad un gioco di memoria. 
Sentire i brividi sulla pelle, 
l’inumidirsi  degli occhi  rientrando in loro , magari leggendo quanto
narrato , anche a distanza di anni   conferma di per se la potenza e l’importanza
di determinate emozioni.

         
Quali sono gli altri
aspetti delle tue emozioni   , perché tanta fatica  e il vizio di andare oltre ?
         
 Pur essendovi aspetti diversi  nei perché di queste mie fatiche  penso di poter asserire  tranquillamente una loro concatenazione
diretta.   La consapevolezza di  poter 
“fare” è bellissima . La sensazione di aver acquisito una potenza
(personale) che non ti fa mettere barriere, che 
cancella i confini mentali è qualcosa di veramente grande. Sapere di
poter accettare qualsiasi sfida senza paura nel prendere la decisione (nella
sfida ci sarà sempre, deve esserci , è un aspetto emozionale che salvaguarderà
la tua persona) .  Le incredibili
potenzialità del mondo mentale mi affascinano 
lasciandomi talvolta senza fiato . 
La potenza che una mente ben motivata può avere sul fisico è talvolta
imbarazzante. Quello che un fisico può fare quando è condotto da una mente
forte  è imbarazzante . Capire che in
realtà  quella sensazione che ti
suggerisce “sei al massimo”  sta ad
indicare in realtà un  60/70 %  di quello che puoi in realtà fare  è 
sbalorditiva .  La mente è un
mondo  profondo  e scuro 
nel quale ci si può avventurare 
usando come torcia  le prove  sempre più 
impegnative  …….. è un aspetto
che  mi toglie il fiato.

         
Il tempo :  il passare del tempo è sempre così veloce che
spesso ti sfugge dalle mani senza accorgertene .  “dai che domani finalmente è sabato e si fa
il week end” , io dico ….”cazzo  domani è
già sabato  e questa settimana mi è
volata via senza lasciare un segno inciso nella mia vita” . E’ ieri che avevo
18 anni e oggi,  in un battibaleno,  ne ho 46 … volato.  Il mio faticare  serve anche a quello a sentire  il tempo che passa, a capire che un minuto,
quando stai soffrendo,  può sembrarti
eterno . Sentire il tempo , ascoltarlo e viverlo in ogni secondo .
Conquistarlo  pian piano , secondo dopo
secondo , minuto dopo minuto  fino a  raggiungere il tuo traguardo  cosciente che una volta raggiunto anche quello
sembrerà  volato via ma avrà intarsiate
in se delle forti emozioni che in qualsiasi momento del tuo futuro ti potranno
raccontare ,riaffiorandoti dentro, che lo hai vissuto a fondo .
         
Mente , tempo e consapevolezza di poter chiedere
a me stesso , probabilmente questi  sono
3 importanti aspetti che mi portano a vivere la vita in questo modo  che agli occhi di molti  può sembrare pazzo, anomalo,  ma  che
io continuo a definire normale  portando
avanti la teoria che se non possiamo 
definire normale chi cerca di fare ciò che gli piace …….. 
         
Altro  che entusiasma ?
         
L’essere un atleta ” trasversale” capace di
saltare da un ultramaratona di 200 km ad un 10.000 m ,da un triathlon sprint ad
un ultratriathlon con estrema facilità  e
risultati discreti/buoni su tutte le distanze. 
L’elasticità muscolare, un recupero sorprendente ,  la capacità mentale di variare gli imput da
lanciare ai muscoli
         
Scrivere , parlare e
raccontare …… 
         
Poter trasmettere agli altri quelle che
sono  le emozioni  che vivo, i perché di tanta determinazione
nel fare e raggiungere certi traguardi che da fuori possono sembrare solo un
gioco al massacro fisico è importantissimo . 
Scrivere , parlare , sviscerare vari aspetti  di questo modo di essere  sapendo 
di riuscire ad entrare dentro le menti delle persone , sapere (tramite
feed back) di riuscire  a trasmettere a far
vivere i momenti a chi legge/ascolta  mi
regala una gioia veramente grande, immensa 
.  Disegnare con le parole il
tempo che è lentamente passato sul tuo corpo, le difficoltà, i pensieri , gli
attimi di difficoltà , sconforto cercando di trasferire che dal momento in cui
hai accettato la sfida sei già vincente e che il risultato finale è
relativo  è l’impegno messo che disegna
la tua vittoria  mi dona una sensazione
di importanza nei confronti di me stesso molto bella   rimanendo sempre nella mia tranquilla
umiltà.
         
 Donare, da anni ogni tuo movimento sportivo è
accompagnato da Amref  com’è nata la
collaborazione  e perché Amref e
l’Africa?
         
Seguendo  un impulso che mi arrivava da dentro , aiutare
chi è in difficoltà riempie il cuore  ed
un cuore che sta bene  si rinforza e
migliora la vita. Tutto è nato al ritorno dal mio primo viaggio sportivo in
Africa . Sebbene non sia  stato in
luogo  con un estrema povertà  ho avuto la possibilità di valutare sulla
pelle l’abissale differenza rispetto alla nostra vita. La prima immagine che mi
si è fissata nella mente  entrando nella
capitale della Mauritania ritraeva del bestiame da pascolo  sull’uscio di una casa (quattro muri tirati su
che fungevano anche da  stalla ) . Gli
occhi dei  bambini, le condizioni della loro
vita  in strada, i loro semplici giochi
funzionanti con la fantasia.  La dignità
di quel popolo mi è entrata dentro 
legandosi  alla magia di quel
continente  che con la sua assenza di
confini è stato capace di rapirmi in un batter d’occhio.
La grande differenza  rispetto al nostro mondo  è abissale . Benessere, teconologia ,
modernità  e a poche migliaia di km  esseri umani che muoiono ancora per una
semplice influenza …sembra incredibile 
eppure …. 
Amref 
mi ha accolto a braccia aperte anche quando, agli inizi, quello che
facevo era veramente poco e semplice , sempre disponibili, sempre pronti a
darti una mano anche nella più piccola idea nella quale apparisse il loro nome.
Chiari e trasparenti su tutto quello che
fanno, sul come e dove vengono destinati i fondi , una filosofia giusta che
vede l’impiego del 98%  di popolazione
Africana nelle loro missioni e un lavoro incentrato sul far crescere l’Africa
rispettando la cultura africana e non imponendo quella occidentale .  Rispetto assoluto ed aiuto  perché il futuro dell’Africa è in Africa
e  la crescita di questo continente oltre
all’importantissimo  discorso umano  sarà anche un vantaggioso discorso
economico  per gli stati europei . Mi
dico sempre che sarò contento  quando le
persone africane sceglieranno l’Italia come meta di vacanza e non  come lotteria in alternativa ad una vita
disperata.
       

  
Doppio Ultratriathlon
….Cuore Africano , puoi dirci qualcosa ?

         
E’  una
mia campagna personale a sostegno di StandUp For African Mothers una campagna
istituzionale di Amref che si prefigge di raccogliere fondi per contrastare la
grande mortalità delle mamme africane nel periodo pre e post parto . Un aiuto
alla vita e al futuro, circa 162.000 mamme all’anno perdono la vita in Africa
per mancanza di cure e/o vaccini.
Sport e beneficenza  è un connubio che può funzionare , un
messaggio che arriva  a persone dalla
sensibilità spiccata e mente viva , persone che sentono la vita correre nel
proprio corpo .
Cerco di sfruttare questo  quel po’ di popolarità sportiva acquisita nel
tempo e quel riuscire a trasmettere 
concetti ed emozioni  che sembra
che io abbia in dote .
“Doppio Ultratriathlon  ….. Cuore africano” mette insieme due sfide
personali (17 agosto NoveColli Ultratriathlon /19 settembre Varano Lake
Triathlon Xtreme ) sulla lunga distanza che mi sono prefissato.  La campagna, presente sul sito www.retedeldono.it  (  http://www.retedeldono.it/iniziative/amref/andrea-pelo.di-giorgio/una-doppia-impresa-per-un-grande-obiettivo)
,  fa una somma dei km (893) che cercherò
di percorrere, in questi due appuntamenti (nuoto,bici e corsa)  dividendoli 
con un ambizioso obiettivo accordato con Amref Italia Onlus . 
Il messaggio è quello di aiutarmi nel
portare a termine la mia sfida  donando 1
km  dal valore di € 3,36 € .  E’ una cifra piccola (vista anche il
difficile periodo economico che stiamo attraversando) che  in tanti 
si può raggiungere  agevolmente  tenendo presente che  quello che in Italia può sembrare, ormai ,
poca cosa in Africa può cambiare delle vite.
         
Concludendo ?  
         
Concludendo ? 
concludendo i ringraziamenti , dovuti  a tutti coloro che mi aiutano in questa mia
strada sportiva/benefica , a tutti coloro che danno visibilità a quanto faccio
, che hanno fatto e faranno una piccola donazione per questa causa molto
importante e a tutti i panter che mi supportano in queste mie avventure.
Grazie

Andrea Pelo di
Giorgio