Squame d’amore – se sai di pesce

Squame d'amore - se sai di pesce
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Finalmente le ferie erano finite
La serranda del Bar Celestiale si aprì scoprendo la figura
di Elvezio seduto  ancora con la tazza
del cappuccino davanti .
Testa riversa sul tavolo barba incolta .
Non era patito , anzi forse aveva qualche chilo in più. 
Negli scaffali non c’era più niente come non c’era quasi più
niente neanche nei frigoriferi  e nemmeno
sulle mensole dei super alcoolici .
Anche il nocino aveva fatto fuori .
Da oltre un mese e mezzo che era rinchiuso lì dentro  ma d’altronde il barista, colui che aveva la
vaga somiglianza  e faceva il capuccino
da… ,  lo aveva scritto sulla porta:
–         
Chiuso per ferie da fra poco . Riapro il 5
luglio o quando ne ho voglia
Colpa di Elvezio quindi della sua disattenzione o forse solo
dell’agitazione  che aveva in corpo quel
giorno in cui entrò nel “Bar da Dio” .
“Un cappuccino da Dio”  disse 
prima che la serranda si abbassasse. .
Erano quasi le 8.00 a.m 
di quel giorno dallo strano appellativo “lunedì”, l’anno poteva essere
votato dal pubblico da casa attraverso il numero verde con scatto, modello  Bolt, alla risposta.
Al momento il 1967 era in vantaggio sul 2013 mentre per il
terzo gradino del podio erano in lotta il 1982 e  lo sconosciuto 2046 di cui si diceva un gran
bene.
Elvezio era arrivato solo soletto .
Lui e la soletta nel mocassino  non si parlavano da mesi ormai  ma questa è un’altra storia , una storia
fatta coi piedi come diceva lei .
Gli facevano compagnia i pensieri,  i suoi pensieri, quelli che lo spingevano a
dare una svolta alla sua vita a rimettersi in gioco.
Certo poteva uscire dal bar ed imboccare a sx la via
celestiale che lo avrebbe portato direttamente nella zona paradisiaca (quella
dopo alle case popolari) ,  ma poteva
anche girare a dx , ripercorrere un piccolo tratto del limbo e rientrare, da
vicolo corto, nel gioco

Giunti alla vereconda età Igsylon  era necessario 
un cambiamento deciso .
Non aveva ancora esplorato cosa in realtà era il mondo
fuori  da quel “giardino” e da quella
grande casa piena di porte che si affacciavano sugli stati fantastici  .
Voleva  viaggire,  vedere, 
conoscere, scoprire ……  partire
con due stracci due soldi ,avventurandosi per il mondo  a bordo di una piccola auto.
Sarebbe bastato un pandino, non necessariamente 4×4, sarebbe
bastato anche un 4×3=12,  un : 2 = 6  più 1 7 
, di fianco al 6  67  
12 – 6 – 67 …una data che mi ricorda qualcosa  pensò 
mentre  fantasticava nel mondo
futuro .
Anche una bella Renault  4 con le bombole del metano sopra al tetto
protette dalla vetroresina oppure   nell’allestimento Frog cabriolet  non sarebbe stata male.
Col suo essere sbarazzino e il suo cambio a cloche lo
avrebbe portato in giro per  il
mondo  dandogli un tono retrò  molto avanti .
Scartate a priori , che di erbe erano intenditori e
producevano un amaro dai gusto raro dal nome Don Bairo l’uvamaro,  la fiat Duna e la Opel Corsa 3 volumi  i cui designers erano stati colti da morte
veloce  e fatti scendere all’inferno
pochi minuti dopo che la matita si era staccata dal foglio di progetto ,  Elvezio decise di rimettersi in gioco.
Una svolta a dx proprio mentre passava il fungo che  cadde nelle probabilità di finire nel sugo
delle tagliatelle.
Il  lancio dei dadi
decretò un quasi nove e mezzo che gli permise di muoversi  oltrepassando la prigione andando a fermarsio
nella zona dell’autogrill proprio sotto al plasma che offre, gratuitamente, le
news ai visitatori del locale.
Le anticipazioni prima degli approfondimenti segnalavano
l’ennesimo declassamento del paese Italia da parte dell’agenzia di rating
Standard & poor , il calo del mercato dell’auto  che tornava ai livelli del primo
paleolitico,  il grande caldo  con il consiglio di parcheggiare gli anziani
nei centri commerciali lasciandogli 2/4 € per prendere il gelato , la vittoria
della nazionale  Ottomana ai mondiali di
poker da tavolo a tre gambe e in legno , il 107 preso da un certo Francesco di
Giorgio ,da ieri insignito del titolo di dott. Principe Porco ed il mistero dei
titoli all’esame di maturità del 2013 tra i quali  non vi era il Tema libero.
Un duro colpo per Elvezio che barcollò fino a corso
Magellano.
Nel mondo stava succedendo qualcosa di grave, non c’era più
la delma , la voglia, la soglia, la sogliola, il mondo pullulava ormai di messaggi
pubblicitari. Tutti che volevano crescere 
 “puntiamo a
raggiungere la penetrazione del xxx % del mercato”
Tutti meno uno , Pongo 
il nano del Circo Sbraundt che crescendo avrebbe perso il posto di
lavoro ed avrebbe dovuto ,così, reinventarsi .
Nessuno più si accontentava di quello che aveva , nessuno
rimaneva più nel suo ma spinto dalla avidità 
voleva anche quello degli altri.
Il potere  si stava
insinuando nel cervello della gente creando mostri pericolosi che oltre al
proprio io non andavano .
Superbia,  gola, ira,
lussuria, invidia , accidia, perfidia, lidia erano ormai all’ordine del giorno.
I primi in quanto peccati nei quali  l’umanità cadeva sempre più sovente l’ultima
in quanto peccato ….non trombarla….. …veramente peccato
Lidia era la figlia del macellaio di Borgo Medusa  un paese che rischiava di squagliarsi ogni volta
che smetteva di piovere.
Neanche a dirlo nel borgo si faceva della facile ironia
additandola come ragazza sempre bagnata …. Ma ahimè ,  ahilei ,  non era vero!!! 
Bella bellissima che più non si può era afflitta  sin dalla nascita dalla rinomata e  rarissima malattia   sconosciuta  dal nome ancora da inventare che la rendeva
costantemente secca.  In modo da poter
parlare di questa rara patologia il sindaco  aveva indetto 
 un concorso  popolare che aveva come premio finale  una fornitura semestrale  di 
Febbre gialla a 40 o a scelta  a
42 però solo marrone che va un po’ di meno . 
il metallizzato non era disponibile.
Dal sondaggio  fatto
in piazzetta delle erbe tra conigli 
compresi da un età di 2 ai 7 anni e rigorosamente lontani
dall’esperienza  pirofila con patate  risultavano 
preferiti  :
Carote
Erba Cipollina
Mangine
Big babol 
Mentre da un campione 
scelto a caso tra  persone di
colore, un certo Usain Bolt, non arrivò nessuna risposta .
Da un  ulteriore
indagine effettuata dalla zia della Maria, la vecchia piadinaia della piazzetta
davanti al Bar Neri,  sono , in seguito
risultate le seguenti ipotesi
–         
Usain Bolt non era interessato  a dare un nome alla malattia

–         
Usain Bolt non capisce il dialetto romagnolo
–         
Uasin Bolt 
è in realtà un maleducato
Impossibile verificare quale delle tre …era almeno cento
metri avanti neanche dopo 10 secondi .
Gente strana.
Il dramma di Lidia 
balzò in un attimo su tutti i media 
diventando  un caso nazionale,
venne creato u  numero verde per ricevere
informazioni, un numero di sms per fare donazioni .
Naturalmente  anche  Studio Aperto di Italia 1 ne parlò con servizi
accurati addirittura prima degli interessanti servizi sulle partenze
intelligenti, il meteo, le città sgombre, i saldi di luglio, la crisi  ecc. ecc.  
Pongo , il nano del Circo Sbraundt aveva la soluzione  ma nessuno lo stette ad ascoltare perché non
considerato all’altezza  quando
invece  era proprio a quella giusta
per  apporre la cura.
 Lo aveva constatato
di persona trovandosela davanti  il
giorno in cui la bella Lidia passò in visita gli animali del circo per
verificare che godessero di buona salute.
Il circo Sbraundt non aveva animali vivi  ma solo sagome di polistirolo sapientemente
tagliate dall ‘artista di caratura mondiale Mondiale e dipinte dal pittore di
fama internazionale Internazionale.
La Sig. Lidia, in quel caso Dott.ssa Lidia, lavorante  per l’ente sanitario animali da circo godenti
di buona salute , constatò nel giro breve il perfetto stato di salute di tutti
gli animali  escluso  l’Anaconda che a seguito di una serata intima
con la sig.a Sbraundt  era divenuto di
polistirolo espanso.
Pongo  il nano
sentendosi inutile caddè in un pericoloso stato depressivo che lo portò a
nascondersi dentro alla bocca del cannone usato per  gli spettacoli  dalla famosa collega  Donna…. Cannone.
Non fu certo  una
delle idee più geniali della storia  e
neanche una delle più belle morti ….mangiato dal culo della donna cannone . 
All’altezza di Corso Magellano  Elvezio si stava chiedendo il perché di tutta
questa storia quando lui era fermo  in
quella piazzola Rossa, di proprietà del Fungo , da vero abusivo .
Non sapendo  dare una
spiegazione logica e plausibile lo scrittore  Andrea Pelo di Giorgio lanciò i dadi   totalizzando  un numero sufficiente a girare l’angolo  saltare gli impegnativi gialli  posizionandosi  nella casella degli imprevisti
 Sollevata la
carta  una scritta si liberò nell’aria :
–         
Era imprevisto ma un camper vi sta
seguendo.   Fate attenzione ai giorni
dispari e non date confidenza alle persone nate sotto il segno .
Poche caselle prima 
un camper lanciato a folle velocità faceva zig zag tra i segnalini .
Alla guida un  Isauro
con tuta ignifuga e casco integrale con nuova livrea creata per l’occasione ,ai
fornelli  e già all’opera  Cribalda la cuoca perimetrica mentre ad ogni
colpo di clacson il figlio del defunto Jamessignore Sissignore  , Jamessignore Sissignore,  andava ad aprire la porta  e poi rispondeva al cellulare
–         
È il clacson urlava  Isauro dalla cabina Guida .
Elvezio opto’  per
l’aiuto da casa.
  una voce francese rispose in francese:
–         
Qua ?
–         
una zaccola ?  
–         
Bonjours …. Qui est ec?
Elvezio riattaccò subitamente .
Casa sua era stata invasa dai Francesi …….i cuginastri d’oltralpe.
Passò la notte in Viale dei Giardini , nei viola,  usufruendo di tutti i servizi che offriva
addebitando ogni più piccolo costo sul conto del fungo  che di lì 
a poco fu sbattuto in prigione per bancarotta fraudolenta.
Il mattino seguente di buon ora si recò in stazione, quella
dopo al via, passando dal quale intascò la vile moneta (20 €)  uscendo di fatto dal piano di gioco del
monopoli.
Dura fu la reazione del Governo che prese la benzina e
l’accise .
L’iva volò al 24% e la Zanicchi non riuscì più a fare il
prezzo  giusto  perdendo il posto di lavoro. Ok!!!
Il paese era sprofondato nella più grande regressione
economica dal dopoguerra  ma di questo
Elvezio non ne era poi così preoccupato.
Era giovane, almeno così gli avevano sempre raccontato ed
aveva ancora tutta una vita davanti .
Presi dalla disperazione i commercianti abbassavano i prezzi
,  era il momento di acquistare,  il momento di farlo risparmiando .
“Si vede che lei non ha voglia di vendere” era la frase ad effetto
che avrebbe usato per  acquistare una
splendida Fiat Panda  color Arancione 4x
quello che vuoi, anno non specificato, km in eccesso, optional nessuno
“meno roba ha  meno roba
si rompe” disse il venditore  subito dopo
aver detto ad un altro cliente “comprare un auto oggi senza servosterzo clima e
abs  è da folli” 
La parentesi sui venditori di auto fu chiusa
“subitaneamente”da Elvezio su consiglio amichevole dello scrittore brandente  il contratto da protagonista della
blog-novela .
–         
Non c’è che dire, belle persone i venditori di
auto. Concluse Elvezio ritirando il suo Pandino arancione cupo completo di
niente e tenuto anche male.
A riprova della serietà 
e professionalità  l’azienda
venditrice  non appena  la vettura mise le ruote fuori  dal cancello  spari nel nulla liberando nell’aria una nube
di polvere a forma di braccia culo,  antica forma geometrica molto usata nell’era
romanica.
La radio portante in dote una cassetta  super 8 non funzionava cosi come il
tergicristallo  ed il clacson .
Per contro funzionava la pioggia che cominciò a cadere
incessante sulla panda arancione 
evidenziando  che l’arancione in
realtà non era il colore  ma la ruggine e
che quei fori  sparsi qua e là non
facevano parte della seria speciale “groviera” ma erano proprio buchi da
carrozzeria consumata.
Dopo aver selezionato la modalità “discesa sconnessa indi
pericolosa”  la panda non trovò il modo
di comunicare ad Elvezio che era senza freni 
ma in fondo non era un problema perché lo avrebbe imparato di lì a poco.
Il volo nel dirupo fu incredibilmente spettacolare a tal
punto che vinse il premio  Red Bull
Diving  per il miglior tuffo da 27
metri  sulle rocce.
L’impatto fu violentissimo e devastante . 

 Elvezio cadde dalla
sedia svegliandosi di soprassalto , era al “Bar da Dio” e quello era stato solo
un brutto sogno.
Il conto che trovò sul tavolo era invece vero ed assai
salato ma non poteva certo lamentarsi in quanto il signor …… quello che
assomigliava a  …..  non gli aveva conteggiato l’affitto di quell’oltre
un mese passato lì dentro.
Pagò, salutò cortesemente uscendo dal locale ripercorrendo
gli stessi passi fatti al suo arrivo .
Il sole tramontava 
tra i monti donando al paesaggio una luce poetica mentre  un carro attrezzi  con una panda tutta ruggine ed incartocciata
si dirigeva al deposito Aci locale. 
Una voce a lui familiare proveniente dall’orizzonte  annunciava che era pronta la cena , ma lui si
ritirò in meditazione profonda  pensando
a ciò che il cavedano gli aveva detto in sogno
–         
E ricordati che se sai di  pesce 
vuol dire che qualcosa hai studiato


FINE QUARANTESIMA  PUNTATA